Sicurezza
«Con 25mila lire vincemmo le elezioni»
Francesca suggi
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Lex sindaco Alberto Rossi lascia il Comune Il "consigliere degli esposti" Rossi lascia il Palazzo dopo 23 anni
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FAUGLIA. L'ex sindaco che ha fronteggiato l'alluvione di Acciaiolo. Che ha portato acqua e gas soprattutto a Valtriano. Quello dell'ondata di occupazione dei giovani faugliesi alla Siemens. E, una volta passato ai banchi delle minoranze, diventa l'opposizione-kamikaze che scoperchia magagne a colpi di esposti. Dopo 23 anni lascia il palazzo di Fauglia Alberto Rossi «E forse la maggioranza festeggerà», ironizza l'ufficiale-medico dell'esercito in pensione. Questa sera le dimissioni dell'ex capogruppo della lista Patto per Fauglia saranno portate in consiglio. Poche righe, la decisione di mettere la parola fine a un'esperienza pluriennale che tanto gli ha insegnato, arriva così. Così mentre davanti c'è la voglia di dedicarsi a pieno ad una realtà di assistenza gratuita per i meno abbianti tutta livornese, dietro Rossi guarda ai suoi tanti anni, prima alla guida del Comune dal 1993 al 2001, poi nei banchi delle minoranze. «Con l'allora lista civica Campana che veramente era apartitica riuscimme ad interrompere una tradizione di sinistra che da sempre regnava a Fauglia», dice. Ancora ricorda col sorriso quelle 25mila lire con cui il gruppo riuscì a vincere le elezioni. «Tanto poco ci costò la campagna elettorale, giusto il costo per 1500 volantini». Rossi sindaco: ci tiene a ricordare tutta la sua battaglia per risollevare la situazione di Acciaiolo alluvionata, nel settembre del 1993, con tanto di proteste in Regione. «E ancora riuscimmo a portare acqua e gas nella frazione di Valtriano che ne era sprovvista». Ricorda anche degli occhiolini che via via l'allora ministro Altero Matteoli faceva alla sua lista: «Ma noi restammo sempre indipenenti», continua lui che si definisce un cattolico di destra. Alle elezioni del 2001 fu lui a proporre come nuovo sindaco il suo successore, Riccardo Froli. Lui era il suo pupillo, nella nuova giunta Rossi era assessore al sociale. Poi cambia il vento e il "predestinato" fa fuori il suo mentore. E il rapporto si rompe. «E' un tradimento di cui sono ancora dispiaciuto». Nel 2006 Rossi diventa il leader di minoranza della Campana. Lo spauracchio più grosso per la giunta Froli. «Cominciai a spulciare tutte le carte e di irregolarità ne sono venute fuori tante», dice. E ribadisce: «Ho sempre fatto il mio lavoro di opposizione». Del 2008 la denuncia alla Corte dei Conti per un incarico "dubbio", costato nel 2010 a diverse persone della giunta compreso l'ex sindaco Froli una condanna per danno erariale. Anche sulla finanza derivata che ha portato il Comune a indebitarsi Rossi segnala la questione alla Procura. E anche adesso che al comando del Palazzo è tornato il centro sinistra di Carlo Carli gli spunti di riflessione e polemiche: «Si chiama Fauglia democratica ma in realtà è il Comune più antidemocratico d'Italia, con questo sindaco non esiste il dialogo».
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