La manifestazione
TRA I COMMERCIANTI
Luci accese, ma negozi chiusi
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PONTEDERA. Luci accese nelle vetrine ma niente shopping serale. Alcuni commercianti hanno rinunciato all'apertura notturna, stile "shopping sotto le stelle" come di luglio. La Notte Bianca è vista come un'occasione da non perdere, ma molti esercenti, in un momento in cui peraltro la crisi ha portato alla chiusura di alcune attività, hanno preferito rinviare un loro impegno più diretto alla tradizionale Festa del Commercio, in programma alla fine dell'estate. Se le associazioni dei commercianti non hanno interesse a sollevare polemiche, come fa capire Manila Doveri di Confesercenti, alcuni proprietari di negozi di corso Matteotti hanno già l'occhio puntato a settembre. Loro hanno rispettato in larga maggioranza l'impegno preso: hanno allestito le vetrine come voleva il tema, notte dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Al tempo stesso non nascondono di guardare con preoccupazione a quello che potrebbe succedere in occasione della Festa del Commercio. «Capisco i loro timori - aggiunge Manila Doveri - alcune catene in franchising non hanno voluto neppure esporre i volantini che pubblicizzavano la Notte Bianca». Niente nomi, però è capitato. E non è solo questo. Se c'è da contribuire alle spese per allestimenti o decorazioni per accrescere l'appeal del centro le grandi catene spesso si tirano indietro. Non contribuiscono volentieri. Al massimo pagano una quota anche se hanno più negozi in corso Matteotti. «Il problema prima o poi andrà affrontato - dicono le titolari del negozio d'abbigliamento Polette - l'esperienza della Notte Bianca ci fa intuire, anche se è stata un successo, che qualcosa andrà messo a punto in maniera diversa. In vista della festa di settembre sarebbe giusto coinvolgere nella stessa maniera tutti i negozi, anche quelli in franchising. Ignorare il problema non serve, non aiuta il commercio cittadino». La aperture e chiusure lampo di alcune pizzerie, la "fine" di negozi storici non sono passate inosservate anche se per alcuni sono un segno inevitabile dei tempi. All'assessore comunale alle attività produttive viene chiesto di avviare un confronto con la nuova realtà. «Per la festa del commercio - continua Gina Boschi, titolare dell'omonima boutique - credo sia giusto chiedere l'impegno di tutti per trovare un unico allestimento del corso. Le stesse decorazioni, a prescidere dalle vetrine dei singoli negozi. Finora però non tutti sono stati disponibili a contribuire economicamente nella stessa misura». Non è solo la voce di due attività che peraltro hanno una clientela che va oltre i confini pontederesi. Associazioni e assessore al commercio hanno alcuni mesi di tempo per avviare un confronto con i responsabili dei negozi in franchising. A settembre ce ne sarà uno in più: arriva Kiko con una linea di cosmetici a basso costo. S. C.
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