Il dolore
«Alt all'autostrada del gas»
Francesca Suggi
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Lavori in corso per scavare il terreno dove passerà il gasdotto Guerra di carte bollate degli agricoltori contro i lavori di Snam
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CRESPINA. Un'autostrada del gas che trancia vigne, vivai e frutteti di sette comuni. Con operai al lavoro sette giorni su sette. Un tubone della "discordia" targato Snam che sta sollevando soprattutto i signori del vino di Crespina e Fauglia che a colpi di carte bollate stanno cercando di "trattare" sul tracciato già autorizzato. Trenta chilometri di metanodotto, autorizzato dalla Provincia, che da giorni sta bucando il suolo della Valdera, contemporaneamente a Palaia, Pontedera, Capannoli, Ponsacco, Lari, Crespina e Fauglia. A intermittenza, però. «Le ruspe sono arrivate ai confini della mia proprietà, l'hanno saltata e hanno ripreso oltre», Piergiorgio Castellani racconta la situazione della sua tenuta di Ceppaiano. Lui che dal 1903 fa vino e lo esporta nel mondo sa bene quanto valga un ettaro di vigna. «Siamo in attesa di risposte da parte dell'azienda», dice. Intanto gli escavatori passano oltre. Trasformando la campagna in una sorta di groviera, perché tante sono le situazioni in stand-by. Un giro nei sette comuni coinvolti: impossibile non notare cumuli di terra e appezzamenti sventrati in attesa di quel tubone che misura un metro e venti di diametro per una profondità di circa 2 metri. «Il gasdotto passa nei miei terreni di Valtriano dove ho oltre un ettaro di vigne - spiega Francesco Pampaloni, titolare dell'omonima azienda - sono andato per vie legali per tentare di fermare l'esproprio e, infatti, gli escavatori sono arrivati davanti alla mia tenuta, l'hanno saltata e hanno ripreso a scavare oltre. Se mi distruggessero il vigneto subirei un danno di 400mila euro». Lui già è stato costretto a "leccarsi le ferite". Le macchine perforatrici hanno spazzato via un suo vivaio di barbatelle impiantato in un terreno in affitto: danni calcolati per 300mila euro. Intanto la prima udienza "contro" che era fissata il 15 giugno scorso a Firenze è stata rimandata. «Si va per le lunghe». Il coro dei no è fatto di tante voci. Sono una quindicina in totale gli imprenditori della zona che sono andati per vie legali, tentando di far capire alla Snam Rete Gas gli ingenti danni che sarebbero prodotti. Ma la strada è tutta in salita: si tratta, infatti, di un intervento definito "di pubblica utilità". I signori del vino sono consapevoli e si sentono un po' tanti Don Chisciotte contro i mulini a vento. «Purtroppo questo progetto per troppo tempo è passato sotto traccia e quando ne siamo venuti a conoscenza ormai non potevamo più far niente», rincarano i toni da un'altra azienda crespinese del settore. Nei mesi scorsi, prima della partenza delle ruspe, il Comune di Crespina aveva raccolto i malumori. E in conferenza dei servizi, in Provincia, il sindaco Thomas D'Addona è riuscito a modificare in alcuni tratti il tracciato. Ma non è bastato. Anche da Lari si fa appello a una migliore concertazione per futuri progetti di tale portata. «Capisco che è un'opera necessaria, ma mi rendo conto che l'impatto ambientale è forte. Nel futuro, come amministrazione, dovremo concertare meglio percorsi come questo», chiude il sindaco Mirko Terreni.
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