Sicurezza
Teatro, quasi 11mila presenze
◗
Linterno del Teatro Verdi di Santa Croce sullArno Il "Verdi" di Santa Croce chiude con un bilancio straordinario
2 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. Una stagione teatrale che chiude con un bilancio straordinario: 10.883 spettatori per il teatro Verdi di Santa Croce. no. Il cartellone articolato fra prosa, la collaudata rassegna per ragazzi "Il baule dei sogni", le novità di "Primo tempo" e "Stasera pago io!", oltre che il progetto "W Garibaldi", ha registrato un clamoroso successo di pubblico. «Il teatro è un luogo di ospitalità estremamente qualificata - dichiara Renzo Boldrini, direttore artistico del Verdi - oltre a un centro di promozione, produzione e formazione. La risposta del pubblico, al di là delle più rosee aspettative, è una grande soddisfazione per noi, che premia l'impegno di tantissime persone e ci incoraggia per il futuro. Ogni anno cerchiamo di offrire una proposta teatrale a vari pubblici e miriamo a creare progetti che vadano incontro alle esigenze anche di platee differenziate». Quest'anno è stato lanciato "Stasera pago io!", un progetto sperimentale pensato e strutturato da Fondazione Toscana Spettacolo in collaborazione con Giallo Mare Minimal Teatro, che ha inaugurato una nuova formula: i bambini pagando un biglietto unico di 5 euro potevano portare a teatro i propri familiari, un'inversione di ruoli che ha avuto un così grande successo da far registrare il tutto esaurito per tutti e quattro gli spettacoli proposti. Ottimi i risultati della stagione di prosa, che ha registrato il tutto esaurito per i nove spettacoli in programma, portando a Santa Croce i nomi più prestigiosi del palcoscenico italiano, da Roberto Herlitzka a Ornella Muti, da Enzo Iacchetti a Alfonso Santagata. «Il teatro va oltre, trascende e contamina - continua Boldrini -. Quest'anno abbiamo scelto di promuovere i nostri spettacoli con attività teatrali che uscivano dal teatro in senso fisico. Siamo andati nelle scuole, nei centri commerciali, nelle biblioteche, per le strade e abbiamo contaminato il potenziale pubblico. Ed ha funzionato, c'è stata gente nuova in teatro. Auspichiamo in futuro di moltiplicare queste esperienze, trovare nuove location dove portare gli spettacoli, penso per esempio a Villa Pacchiani, magari potremmo rappresentare lì qualche performance».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
