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Conciario, l'energia dai tetti

Pannelli fotovoltaici su un tetto
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Pannelli fotovoltaici su un tetto

Il Consorzio di Ponte a Egola scommette sul fotovoltaico

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 PONTE A EGOLA. C'è un alternativa al portare gli specchi in campagna. Il fotovoltaico sui tetti. Quelli dei capannoni industriali. L'ipotesi è in uno studio del Consorzio conciatori di Ponte a Egola.  Un'idea per tastare il polso dei propri associati, a cui offrire un'oportunità per integrare le economie dell'azienda e magari riqualificare lo stabilimento.  Nel titolo del documento si ritrovano gli obiettivi, "Studio di fattibilità finalizzato ad affrontare la problematica relativa all'installazione di impianti fotovoltaici negli insediamenti produttivi con particolare attenzione a quelli del settore conciario". E a livello di riferimento sono stateprese le imprese sanminiatesi, nel progetto realizzato con il contributo della Regione.  Le variabili sono tante ma il potenziale di superfici al sole disponibili per installare impianti per la produzione di energia elettrica sono oltre 3 ettari. Il tutto a fronte di una capacità stimata nell'ordine dei 1.100 Kwp, ovvero la potenza di picco. È quanto si ricava dal mettere insieme le aree di una quindicina di azienda aderenti allo studio. Ma la platea dei potenziali interessati è destinata a crescere. Ne sono convinti al Consorzio dei conciatori, che ha coordinato lo studio.  A fermare ciò che si è tradotto in un articolato progetto sono i costi e le incertezze che si legano al settore, con le cifre ballerine del Conto energia, il meccanismo di compensazione che mira a garantire una rendita certa per ogni chilowatt ceduto alla rete elettrica.  L'ipotesi di lavoro prevede di combinare due interventi virtuosi in ottica "green". La bonifica delle coperture in eternit, che verrebbero smantellate per far posto ai pannelli fotovoltaici. Una combinazione che se ha il pregio ambientale dall'altra ha il difetto di alzare la soglia di investimento. «In alcuni casi si tratterebbe di investire 900mila euro», dicono dal Consorzio. Una cifra importante, tenuto conto che il conciario non è un settore ad alto consumo di elettricità e che i benefici del ritorno economico dell'investimento per l'azienda arriverebbero in un arco temporale eccessivamente lungo. Tempi da conciliare con quelli del rimborso del credito necessario per l'investimento.  Ma al Consorzio ci credono. E per venire incontro alle esigenze degli imprenditori è stata ipotizzata anche la creazione di un consorzio dedicato alla gestione degli impianti, dal progetto alla manutenzione durante tutto l'arco di vita.  Per adesso il progetto è nel cassetto dell'associazione conciaria. Per rispolverarlo si attendono tempi nuovi, magari un bando che assegni un contributo iniziale per abbattere i costi dell'investimento. M.M.

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