Il dolore
Tre rapine in villa in 3 anni, il Comune riflette
Francesca Suggi
Fauglia, il sindaco: ho chiesto i dati di tutti gli episodi accaduti negli ultimi anni
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FAUGLIA. Tre rapine in villa negli ultimi 3 anni. Va a memoria il sindaco di Fauglia Carlo Carli, ancora scosso dall'ultimo assalto dell'altra notte a Luciana. «Ho commissionato ai nostri carabinieri uno statistica sui furti in questi anni per fare un ragionamento più complesso e eventualmente chiedere un potenziamento degli uomini in forza alla nostra caserma», dice. Sempre più violenti i banditi che si accaniscono sulle palazzine faugliesi. I quattro incappucciati della notte scorsa picchiano, legano e derubano la famiglia Quaratesi. Tra le quattro mura a mattoncini rossi risuonano ancora quelle grida "se non aprite la cassaforte vi ammazziamo tutti", così come quel fucile puntato alla tempia di Carlo, marito di Antonella e padre di Davide di 28 anni, che viene costretto a fare il giro della casa in cerca di soldi e gioielli. I genitori lavorano entrambi nel Livornese: la mamma lavora in una mensa a Livorno, mentre il babbo è responsabile di una società di Collesalvetti che lavora nell'edilizia. Finito l'incubo si apre un'altra questione nel comune. Quella legata alla sicurezza. O meglio alla percezione di sicurezza che sentono i cittadini. Ed è dallo stesso Carli che parte la riflessione dalle iniziative che saranno varate. Intanto quella di settembre dedicata agli anziani, per insegnare loro come difendersi oppure prevenire eventuali situazioni di pericolo. Sempre lui vuole mettere sul tavolo anche un'altra riflessione. Legata, appunto, alla solidità della "sua" caserma dei carabinieri dove sono quattro i militari in forza, un faro per la comunità tutta. «Purtroppo a livello generale c'è la percezione che nei piccoli comuni le caserme saranno smantellate. Ogni tanto questo discorso ritorna e la cosa mi fa paura», continua. Intanto per "consolidare" i suoi, Carli ha messo a bilancio il rinnovamento della caserma, con la collocazione degli uffici a pian terreno in modo da togliere le barriere architettoniche. «Aspetto i dati sulle rapine del territorio e poi valuteremo il da farsi, non avrei problemi ad andare dal prefetto per fare pressioni affinché i militari in servizio in caserma non siano ulteriormente ridotti». Il tema rapine in villa riapre una ferita aperta che si estende su tutto il territorio. A fine marzo del 2009 a Capannoli si trattò di una tentata rapina. Dello stesso periodo l'assalto avvenuto a Tripalle. Neppure il 2011 comincia bene, con due gravi episodi ai danni di imprenditori che operano nel settore del legname: il primo a San Giovanni alla Vena, a casa di Pier Luigi Conti e a Cascina, dove fu colpito Antonio Bulleri, 77 anni, noto imprenditore, titolare di attività a Perignano e all'estero, oltre che titolare di un'azienda vitivinicola a Fauglia. Anche in quest'ultimo caso i banditi erano quattro, due dei quali armati di pistola e cercano cassaforti.
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