La manifestazione
«Avrebbe potuto ucciderci tutti»
Cristiano Marcacci
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Il palazzo di via Leporaia a Ponte a Egola Parla la vicina di casa. Contro la sua porta l'uomo ha sparato 5 fucilate
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PONTE A EGOLA. È ancora sotto shock. Quando ci racconta di quei drammatici momenti, la voce le si strozza in gola più di una volta. Ilaria Baldacci, studentessa ventiduenne, ha vissuto da vicino il pomeriggio di autentica follia andato in scena lunedì scorso in via Leporaia a Ponte a Egola. Anche lei, come Giada Quirini, la giovane nel mirino del pensionato, ha rischiato di essere raggiunta dai colpi di fucile. Ilaria e la mamma Alda sono le vicine di casa della famiglia Quirini. È in casa di loro che Giada si è rifugiata, sfuggendo alla furia di Giancarlo Calorini. È contro la loro porta, fortunatamente blindata, che l'uomo ha esploso cinque colpi di fucile. «Mi trovavo in casa - racconta Ilaria Baldacci - insieme a mia madre che era appena tornata dal lavoro. Abbiamo sentito dei forti rumori provenire dal pianerottolo e ho guardato dallo spioncino della porta per vedere cosa stava succedendo. C'era quell'uomo che stava sfondando il vetro della porta dei Quirini con un fucile. A quel punto, abbiamo subito chiamato il 112. Dopo qualche minuto, non sentendo più rumori ed urla e pensando che la situazione fosse tornata normale, ho aperto leggermente la porta. L'uomo con il fucile si trovava a metà della rampa di scale ed è a quel punto che Giada, in preda al panico, è uscita dal suo appartamento correndo nel nostro. "Chiudiamoci dentro, chiudiamoci dentro", ci ha urlato mentre entrava. E così ho fatto: ho chiuso la porta con quattro mandate. Quell'uomo però ha sentito e gli è ripreso il raptus. Ha cominciato a colpire la nostra porta con il calcio del fucile, danneggiando la serratura. Poi, ha sparato i primi due colpi verso la stessa serratura. E subito dopo ha urlato "Se non la fate uscire di lì, giuro che ammazzo la piccolina", riferendosi alla sorella minore di Giada che era rimasta nell'altra casa». La paura è diventata autentico terrore in casa Baldacci. «Giada - prosegue Ilaria Baldacci - si è precipitata sul terrazzo per cercare di calmare la sorellina, sull'altro terrazzo. In quel momento, ci sono stati altri tre colpi di fucile contro la porta. Poi, per fortuna, sono arrivati i carabinieri, anche se c'è voluto un bel po' prima che quello si calmasse». Ma cosa diceva Giada di quell'uomo molto più grande di lei? «Inizialmente - ci spiega Ilaria - ci ha detto che era un maniaco. Poi, ci ha parlato di lui come di una persona che si era invaghito di lei e che ultimamente le aveva inviato diverse lettere».
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