Finanza
Dalla denuncia allo scontro
Manolo Morandini
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Renzo Macelloni presidente della Belvedere Peccioli, l'ampliamento della discarica crea attrito in Provincia
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PECCIOLI. Soffia un vento sinistro. Volti tirati, toni fermi. Sindaco di Peccioli e presidente della Belvedere si presentano l'uno al fianco dell'altro. Silvano Crecchi e Renzo Macelloni non ci stanno a passare per i "mostri" che mangiano sui rifiuti. Al centro delle polemiche c'è il progetto di ampliamento della discarica di Legoli. E soprattutto quello che appare come un tentennamento della Provincia. Di punto in bianco, la data della conferenza dei servizi chiamata a pronunciarsi sul progetto è stata fatta slittare: dal 15 al 27 giugno. Un cambio di agenda che a Peccioli è visto come una sponda offerta a chi si oppone all'impianto, al suo ampliamento e ne auspica addirittura la chiusura. «Il rinvio della conferenza non ha alcun giustificato motivo», affermano Macelloni e Crecchi. Che non mancano di sottolineare come: «gli oppositori al progetto sono stati informati prima dei responsabili ufficiali. Un comportamento ingiustificabile che ha solo l'effetto di amplificare la voce demagogica, distorta e allarmistica dei comitati o di chi per loro». E lanciano un richiamo preciso alla Provincia. «L'ente garante non può avere questo comportamento, chiediamo che venga confermata la data prevista del 15 giugno. Se dovessero prevalere avventurismo e irresponsabilità, cosa che non crediamo, ne trarremo le dovute conclusioni». Intanto c'è una denuncia contro ignoti. «L'abbiamo presentata contro gli autori del volantino diffamante e allarmistico distribuito in questi giorni - dice Macelloni -. Si crea panico tra i cittadini parlando di un inceneritore che assolutamente non è parte del progetto di ampliamento. La Provincia con il rinvio ha finito per dare la stura a comitati irresponsabili che giocano sul "no" senza avanzare proposte praticabili». A monte c'è un accordo di programma sottoscritto da Provincia, Autorità di ambito ottimale e Belvedere Spa. È del 2008 e da allora dell'ampliamento non si è fatto mistero. «È tra i punti del nostro programma di legislatura, non abbiamo mai tenuto nascosto il progetto», sottolinea Silvano Crecchi, sindaco di Peccioli. E c'è una ragione tecnica alla base dei volumi definiti nell'ampliamento, 4,5 milioni di metri cubi. La spiega Renzo Macelloni: «È il quantitativo necessario per fermarsi nella coltivazione dell'attuale lotto e procedere con l'avanzamento del nuovo per poi chiuderli insieme e rispettare l'andamento delle curve di livello, ovvero il profilo della collina. L'ampliamento insiste sull'area già occupata dall'impianto». Il presidente della Provincia Andrea Pieroni si fa interprete del clima in cui si consuma la vicenda. «Non si tratta di alimentare alcun allarme o l'azione di comitati. In questo clima è necessario consentire alle forze di maggioranza di avere un quadro più informato sul progetto». La conferenza dei servizi però è un passaggio di natura tecnica. «Certo, ma si inserisce in un quadro in cui ci sono prese di posizione e comitati e l'obiettivo è realizzare la massima compattezza delel forze politiche di maggioranza, che hanno richiesto un approfondimento». E conclude: «I toni eccessivi non giovano a nessuno. Serve qualche sì per essere responsabili e amministrare il futuro di questo territorio».
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