Sicurezza
LINTERVENTO
Ora la Provincia dia un segnale chiaro
Carmen dell'Aversano
1 MINUTI DI LETTURA
La Belvedere ha chiesto alla Provincia un ampliamento della discarica di Peccioli. Qui funziona, in via sperimentale, un dissociatore molecolare. Avrebbe dovuto essere realizzato a Pontedera, ma è stato bloccato dalle proteste. La Provincia ha convocato una conferenza dei servizi: mercoledì si pronuncerà sulla richiesta. Il progetto suscita molte perplessità. L'ampliamento non è previsto dal piano rifiuti della provincia; il piano interprovinciale non c'è ancora e concedere un'autorizzazione ora potrebbe sbilanciare la futura politica dei rifiuti all'opposto di ciò prevede la legge, che favorisce il riuso e il riciclaggio. L'area della discarica e dell'ampliamento sono classificate dalla Provincia a rischio di frane. A questo vanno aggiunti i rischi alla salute, documentati dal Cnr di Pisa, accresciuti dall'ampliamento, e moltiplicati dal dissociatore. Le perplessità più sostanziali riguardano l'idea di gestione alla base della richiesta. La Belvedere non ha mostrato interesse a effettuare la transizione, prescritta dalle norme, dalla discarica a un modello diverso di gestione dei rifiuti. Se una parte degli utili della discarica fosse stata investita nella creazione di un centro di ricerca come il Progetto rifiuti zero di Capannori, magari in sinergia con le università toscane, la Belvedere avrebbe potuto diventare un punto di riferimento mondiale per la prevenzione e la gestione innovativa e sostenibile dei rifiuti. Se la Provincia mercoledì desse un segnale chiaro, forse saremmo in tempo a invertire la marcia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google