Italia
Mitsuba, la crisi avanza nel silenzio
Manolo Morandini
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Operai Mitsuba Italia durante un corteo I sindacati strigliano l'azienda: «Serve concretezza e non generici impegni»
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PONTEDERA. Un silenzio che preoccupa. Scorrono i giorni e si assottiglia il margine per dare uno sbocco in positivo alla crisi della Mitsuba Italia Spa. In bilico 45 degli 85 addetti. «Serve concretezza e non generici impegni», chiedono i sindacati metalmeccanici ai vertici dell'azienda. A tirare nel vortice della crisi lo stabilimento pontederese di Mitsuba, che produce componenti elettromeccaniche, sono state le scelte del principale cliente, la Honda. «Siamo siamo riusciti a "stoppare" il licenziamento di 45 lavoratori a marzo, ottenendo la proroga del contratto di solidarietà fino al prossimo 15 ottobre, insieme a una mobilità/pensione volontaria e incentivata - affermano le segreterie provinciali di Fiom, Fim e Uilm a sostegno della Rsu -. Siamo consapevoli che alla scadenza, nel caso non vi siano novità positive circa le commesse, ci troveremo nuovamente ad affrontare la medesima gravissima situazione». La voce del sindacato è unica. «Non consentiremo all'azienda di "trascinarci" alla scadenza per poi dover prendere solo atto di un esito negativo». È dello scorso 3 maggio la lettera con cui le segreterie hanno formalmente richiesto all'azienda ed all'Unione industriale pisana un incontro di verifica dell'accordo. Un'occasione per monitorare l'operato dei vertici Mitsuba «e costringerla a fare tutto il possibile per provare a cambiare questo stato di cose. Ma purtroppo, a distanza di oltre un mese e nonostante solleciti anche telefonici, a oggi l'incontro non è avvenuto».
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