Proteste
La scuola finisce con furti e danni
Emilio Chiorazzo
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Listituto Fermi e, a destra, la dirigente Cristina Cosci La preside: a settembre i ragazzi pittureranno tutto
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PONTEDERA. «Erano scalmanati, incontenibili». Così descrive gli studenti della sua scuola, nell'ultimo giorno di lezione, Cristina Cosci, la dirigente scolastica dell'Istituto comemrciale "Fermi". La preside, insomma. «Succede sempre, ormai, l'ultimo giorno di scuola, non si controllano», sottolinea, ancora. Ha un tono rassegnato. «C'è stata un po' di baraonda, niente di più». Quella baraonda, però, la racconta con un pizzico di amarezza, un genitore. Che non fa sconti a quel che è accaduto nella scuola: «C'è stato un furto, dice, di soldi e di un telefonino cellulare, hanno imbrattato alcune pareti, inondato classi e corridoi con l'acqua, hanno anche gettato un banco dalla finestra». E poi continua: «Questo è segno di mancanza di rispetto». È vero, il furto c'è stato. Lo ammette anche la preside. «È accaduto durante la partita tra gli studenti del commerciale e quelli di geometri, in palestra», dice Cristina Cosci. E poi l'acqua. «I soliti gavettoni - prosegue la dirigente del Fermi - Non so neppure come abbiano fatto a procurarsela, perché avevamo chiuso ogni rubinetto, in maniera preventiva». Mentre non ha alcuna segnalazione sulla vicenda del banco che sarebbe volato dalla finestra. «Non mi è stato raccontato nessun episodio del genere - spiega Cosci - mentre è vero che qualche ragazzo ha sfruttato i momenti di baraonda, per scarabocchiare i muri». Un'abitudine che dura tutto l'anno scolastico e che costerà caro ai ragazzi del Fermi. Al rientro a scuola, a settembre, ad attenderli ci saranno preside e professori con i secchi di vernice e con i pennelli. Dovranno tinteggiare da soli le loro aule. «Avevamo deciso di farlo subito, in questi giorni - racconta la dirigente della scuola - ma poi abbiamo verificato che tecnicamente non era possibile. Abbiamo trovato un'azienda privata che ci fornisce il materiale quasi a costo zero. I ragazzi ci metteranno il lavoro. Imbiancheranno le loro aule. È un modo per responsabilizzarli, per far capire loro che quell'aula, i banchi e le sedie che spesso imbrattano senza una ragione, sono da rispettare, perché quello è il luogo dove passeranno le giorate per un anno intero. E gli oggetti sono a loro disposizione».
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