Sicurezza
La nuova sede per conquistare Cina e Russia
Andreas Quirici
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La nuova sede della camiceria Poggianti lungo la Fila Poggianti: qui siamo più visibili, l'outlet ha incrementato del 20%
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PECCIOLI. Una nuova sede per le camice made in Valdera. Poggianti ha inaugurato la nuova struttura, aperta già da un mese lungo la via della Fila a Peccioli. Due piani in grigio e vetri dove trovano posto l'outlet al piano terra, i laboratori e gli ufficio al piano superiore. Uno spazio moderno e accogliente, molto diverso da quello in cui l'azienda è nata a Forcoli, davanti all'ingresso del campo sportivo Brunner e che ha richiesto l'assunzione di 5 dipendenti, raggiungendo il totale di 50 addetti. «Dal punto di vista della funzionalità e della logistica non ci sono paragoni - spiega Leonardo Poggianti, uno dei titolari - ma l'aspetto più importante è la visibilità e l'immagine per la nostra attività. In questa posizione le vendite all'outlet sono aumentate del 20% e sono destinate a lievitare. E poi c'è il vantaggio di poter mostrare con orgoglio a clienti e buyer italiani e stranieri cosa vuol dire fare camice al 100% made in Italy, facendo fare loro un giro dell'azienda. L'area destinata alla produzione è davvero bella da vedere. Si respira aria di creatività». E in effetti, l'apertura della porta che dà l'accesso al laboratorio apre un mondo incredibile, fatto di macchinari moderni, ma soprattutto di donne al lavoro frenetico per creare forse l'elemento più importante dell'eleganza maschile (Poggianti, in realtà, produce anche camice da donna). Una sorta di fiore all'occhiello per la Valdera che si prepara ad affrontare l'ennesima edizione di Pitti Uomo che comincia martedì. Poggianti dice che le premesse per ottenere buoni risultati ci sono tutte. «In alcuni Paesi come Cina e Russia la crisi non c'è per niente - spiega - e in generale i segnali di una ripresa molto interessanti sono già piuttosto visibili. Basta avere la forza per penetrare in alcuni di questi mercati e i fatturati subiscono miglioramenti tangibili in un tempo davvero ridotto». L'impresa di camice realizza l'80% del suo fatturato all'estero in nazioni come Spagna, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Israele, Marocco, Grecia, Olanda, Cecenia, Giappone, Germania, oltre a Dubai e alle già citate Russia e Cina. Agenti in tutti questi posti per penetrare al meglio nei mercati e barcamenarsi in un mondo che va a periodi. «Se cala la Germania, per esempio, possiamo contare sull'Inghilterra. Se la Spagna va male, abbiamo il Canada che sopperisce al calo di vendite - sottolinea Poggianti - diversificando in questa maniera siamo riusciti a soffrire meno di altre realtà e a cavalcare l'ondata di crisi. Non che la situazione sia lontana dal pericolo. Occorre navigare a vista. Ma puntando sulla qualità e su una rete di vendita collaudata e sparsa un po' in tutto il mondo si riesce a guardare avanti senza paure».
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