Finanza
Una decina di persone presenti. Sindaco e giunta ribadiscono limportanza di avere la sede a Saline: contrari gli altri
Leggono un testo e lasciano la sala
Francesca Suggi
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in alto il sindaco Marco Buselli; accanto una seduta del consiglio comunale; nella foto sotto Riccardo Fedeli, vicesindaco Unione dei Comuni, flop del consiglio comunale: escono Città Aperta e la Sinistra
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VOLTERRA. Leggono il documento congiunto e se ne vanno. Alle 18.05 i due gruppi consiliari di Città Aperta e La Sinistra per Volterra lasciano il consiglio aperto sull'Unione dei Comuni. «Abbiamo chiesto di evitare questo giorno perché c'era la festa referendaria in piazza, così non è stato». Un flop. In sala ci sono una decina di persone. Poche per una tematica così importante rispetto al futuro dell'intero territorio. Poca pubblicità, errore nel scegliere il giorno - visto che in piazza dei Priori là sotto ci sono centinaia di persone a festeggiare -: qualunque sia la ragione anche la faccia del sindaco Marco Buselli non è delle più rilassate. La questione sede. La questione della sede della futura Unione dei Comuni posta al tavolo di concertazione con gli altri sindaci del territorio da Buselli conta anche per l'assessore Paolo Moschi. La giunta volterrana la vuole a Saline, perché il Colle è capoluogo. Gli altri Comuni - Pomarance, Monteverdi, Castelnuovo e Montecatini - hanno detto no: una struttura, quella della Comunità Montana già c'è a Pomarance e si mantiere quella. Anche il vicesindaco Riccardo Fedeli sente molto la "volterranità" come fattore dominante: «Volterra è una piccola provincia», dice. Posizioni distanti. «Non ha senso in questo momento fare la campagna sulla sede», lapidario il commento di Città Aperta e La Sinistra. «La sede a Saline vorrebbe dire trovare uno spazio, ristrutturarlo e fare un trasloco: in soldoni disagi, risorse sprecate in un momento in cui soldi non ce ne sono. Bisogna concentrarsi sui contenuti e lavorare per le funzioni associate», continuano. Condivisione anche da parte di Fabio Bernardini, capogruppo di Progetto Originario che sottolinea quanto la questione posta dal sindaco sia minoritaria rispetto a politiche del territorio tutte da costruire, fondamentali per il futuro di Volterra. «E' vero che l'Unione dei Comuni si può fare anche senza Volterra ma sarebbe un male grandissimo per la città», dice. In sostanza basta con la retorica del "volterrano". Unione naturale. Città Aperta e La Sinistra parlano di un territorio, l'Alta Valdicecina, naturalemnte predisposto a un'Unione. «Potrebbe essere considerata una città di oltre 22mila abitanti, con peculiarità economiche e socio culturali in un contesto paesaggistico di grande importanza».
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