Il Tirreno

Pontedera

Case e aree di sosta solo sulla carta

Giacomo Pelfer
Il parcheggio di Pian delle Fornaci
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Il parcheggio di Pian delle Fornaci

San Miniato, fermi i progetti legati a Consorzio Etruria e Pisa Parcheggi

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 SAN MINIATO. C'era un bellissimo plastico una volta al primo piano di Palazzo Migliorati, sede distaccata del Comune: il centro storico, ricostruito in legno, rivoluzionato dai progetti previsti dal project finacing "San Miniato Infrastrutture", al quale la città della Rocca ha affidato nel 2005 buona parte del proprio futuro.  Adesso è lecito chiedersi cosa resta di quel project. E soprattutto cosa ne sarà, alla luce della crisi ormai conclamata del Consorzio Etruria, partner privato dell'accordo insieme a Pisa Parcheggi. Tante le opere accantonate ormai da anni, a partire da via Sasso, nuovo ingresso al centro storico, fino all'area peep di Corazzano, passando dall'atteso ampliamento del parcheggio del Cencione. Opere previste per il 2008 ma scomparse dall'agenda delle priorità.  L'amministrazione sembra aver rispettato i propri impegni, a cominciare dalle proprietà cedute a titolo definitivo: due appartamenti nel centro storico, gli ex macelli, la vecchia scuola materna (oggi annessa all'Hotel San Miniato), le ex scuole in località Moriolo e Volpaio, più le cosiddette case minime di Isola e Ponte a Elsa, realizzate dopo l'alluvione del '66. Locali ristrutturati o riconvertiti ad uso residenziale, ma ancora in gran parte invenduti.  A questi si aggiungono poi le proprietà cedute in gestione, a cominciare dai 460 posti auto a pagamento affidati a Pisa Parcheggi per 45 anni. Il Comune si era anche impegnato, come si legge sul contratto, "ad adottare un piano della sosta tendente ad eliminare o a ridurre fortemente la possibilità di parcheggio nel raggio di 300 metri dalle opere affidate in concessione". In origine gli stalli richiesti erano 580: i 120 mancanti, infatti, sarebbero dovuti arrivare dall'ampliamento del Cencione. Alla gestione di Pisa Parcheggi è affidato anche il relativo ascensore, per il quale il Comune, in virtù della recente attivazione 24 ore su 24, conferisce al privato 50mila euro l'anno più Iva.  In cambio, la controparte si impegnava a realizzare una serie di opere, alcune delle quali sarebbero poi passate in proprietà al Comune, mentre altre restavano in gestione al privato. Tra queste ultime il parcheggio di Pian della Fornaci, perennemente deserto (con i box in gestione per 99 anni) e la ristrutturazione del complesso di San Martino, con l'annesso auditorium, per la riconversione in albergo. Al termine dei 45 anni previsti, i gestori avranno diritto di prelazione per l'acquisto del complesso. Tra le opere in favore del Comune, invece, l'unica realizzata sono le case popolari di San Romano, in via Gramsci. Tutto fermo, invece, per il lotto 2 del Cencione, via Sasso e l'area peep di Corazzano.  Sulla questione si è tenuto nei giorni scorsi un incontro di Sel, che invita l'amministrazione a uscire dall'accordo, evitando di farsi risucchiare nella crisi del Consorzio Etruria. «Il Comune ha dato tutto - dice la consigliera Laura Cavallini - ricevendo in cambio solo un albergo che non gestisce e un parcheggio che non serve. Il Comune deve anche pagare per vent'anni una rata semestrale da 85mila euro per coprire un mutuo acceso dal Consorzio Etruria. Il privato è inadempiente, e in base al contratto il Comune potrebbe chiedere un risarcimento per ogni giorno di ritardo, fino alla risoluzione del contratto. Al momento, però, non c'è nessun atto che vada in questa direzione».

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