Il Tirreno

Pontedera

Ci sono 28 nuovi tartufai

Consegnati gli attestati nella sala del consiglio al termine dell'esame organizzato dalla Provincia

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 SAN MINIATO. Nei giorni scorsi, nella sala del consiglio del Comune di San Miniato, si è riunita la commissione d'esami della Provincia di Pisa per il rilascio dell'idoneità alla raccolta del tartufo.  Le competenze in materia di tartuficoltura sono contenute nella legge regionale n. 50/1995 "Norme per la raccolta, coltivazione e commercio di tartufi freschi e conservati destinati al consumo e per la tutela e valorizzazione degli ecosistemi tartufigene", in base alla quale la Provincia è chiamata a realizzare annualmente un programma di iniziative legate alla promozione del tartufo e alla salvaguardia delle zone tartufigene; a istituire la commissione d'esami; a tenere aggiornato l'elenco dei titolari in possesso del tesserino di idoneità; ad accertare le infrazioni ed emettere le eventuali sanzioni amministrative.  L'esame è stato sostenuto da 35 persone suddivise in due sessioni, presenti anche 6 donne, provenienti da altre province, come Lucca e Pistoia.  La commissione era composta dal presidente dell'Associazione tartufai delle colline sanminiatesi Salvatore Cucchiara, dal presidente della commissione Andrea Acciai oltre che da Danilo Cucini, Francesca Baglioni, Egidio Bertucci, Antonio Nieddu, Anna Fadda e Mauro Rossi.  Al termine della prova scritta sono stati consegnati gli attestati. In 28 hanno superato l'esame. Era presente anche il sindaco Vittorio Gabbanini, che si è complimentato con i "promossi": «Con piacere abbiamo accolto la richiesta da parte della Provincia di svolgere a San Miniato gli esami per i futuri tartufai. Anche in questo modo, con una formazione specifica per chi raccoglie il tartufo, valorizziamo la capacità gestionale del nostro territorio e del sistema economico. Il paesaggio infatti è un elemento cruciale per lo sviluppo sociale e culturale, non a caso il nostro ambiente è ideale per il tartufo e quella delle colline sanminiatesi è una delle zone tartufigene più estese e più pregiate. Il futuro dipende dalla nostra capacità di rendere sempre più attuale il territorio e in grado di soddisfare i bisogni della nostra gente e questo richiede il coinvolgimento e l'impegno di tutti, soprattutto dei tartufai».

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