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Pontedera

I certificati medici contro l'incubo della bocciatura

Ragazzi impegnati a scuola in una prova d’esame
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Ragazzi impegnati a scuola in una prova d’esame

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 CASCINA. La burocrazia mette in croce gli scrutini di fine anno scolastico, le famiglie e i i medici, chiamati a certificare le malattie di quegli studenti che hanno un cumulo di ore di assenza pari a circa 57 giorni e non vogliono essere bocciati.  Tutto questo è la conseguenza di una circolare del marzo scorso a firma del ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini che cambia i criteri per conteggiare le assenze.  «In quindici giorni - spiega il dottor Luca Puccetti, medico di base - cinque pazienti mi hanno contattato per chiedermi di "giustificare" con un certificato le loro assenze a scuola, altrimenti rischiano di bocciare». Incredibile. In un caso si parla di assenze dovute a una grave malattia che ha costretto una studentessa delle superiori - la novità infatti riguarda le scuole superiori - anche ad alcuni ricoveri. «I medici si trovano a dovere ricostruire assenze dei mesi passati, siamo all'assurdo. Anche gli studenti devono giustificare le assenze per malattia», aggiunge il medico.  In base alla nuova circolare non si contano più i giorni ma le ore e fa fede il monte ore ministeriale. Un bel problema, visto che sono state modificate anche le norme sulle deroghe (vengono giustificate le donazioni del sangue, le assenze per terapie, gravi motivi di salute, attività agonistiche e, il sabato, in relazione alle confessioni religiose). Per le assenze riguardanti lo svolgimento di attività sportive, infatti, gli istituti dovranno considerare solo quelle relative a impegni sportivi per federazioni affiliate al Coni.  La circolare stabilisce che a inizio anno ogni scuola è tenuta a comunicare alle famiglie il monte ore esatto sulla cui base effettuare il calcolo e poi a segnalare le eventuali situazioni a rischio a ogni scrutinio. Poichè la circolare è arrivata quasi alla fine dell'anno scolastico le regole non erano chiare fin dall'inizio. Con inevitabili problemi per le famiglie e le scuole. S. C.

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