Il Tirreno

Pontedera

Un progetto da 800mila euro

Filippo Bernardeschi
Armando Punzo direttore della Compagnia della Fortezza
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Armando Punzo direttore della Compagnia della Fortezza

Ecco nei dettagli il Teatro Stabile ideato da Armando Punzo

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 VOLTERRA. Un prefabbricato di 200 posti, in pietra, legno ed alabastro, situato al confine della prigione. Un luogo di formazione professionale, di spettacolo e ricerca artistica per 800mila euro d'investimento. Sono questi i requisiti minimi per il teatro stabile all'interno del carcere volterrano proposto da Carte Blanche.  Il progetto è stato redatto dalla direzione della Compagnia della Fortezza, nella speranza di offrire alle istituzioni una base su cui finalmente avviare una trattativa. «Dopo 23 anni abbiamo raggiunto il culmine - dichiara Armando Punzo, regista e direttore artistico -. Per dare una nuova prospettiva al progetto non ci resta che istituzionalizzarlo, renderlo cioè stabile e produttivo, sfruttando l'esperienza e i risultati fino ad oggi acquisiti».  Oggi, l'attività della Compagnia della Fortezza si svolge nel teatro Graziani, ovvero «una saletta di circa 40 metri quadrati con una capienza limitatissima». Il teatro immaginato da Armando Punzo e dal suo staff sorgerebbe, qualora dovesse concretizzarsi, nel cortile-cerniera del penitenziario, meglio noto come "cortile del forno". «Si tratta di uno spazio perlopiù inutilizzato - continua Punzo -. La struttura che abbiamo pensato servirebbe a riqualificarlo, localizzandovi un punto di contatto fra la città e il carcere».  La Compagnia cerca l'attenzione dei politici ormai da diversi anni. Per realizzare il progetto è infatti indispensabile l'intervento di tutti gli enti, dal Comune al Ministero. Ma in cosa consiste la proposta della Fortezza? «Internamente, si presenta come una sala con una capienza di 260 posti circa, innestati su tribune retrattili - si legge nel progetto - di modo che il palco possa essere, a seconda delle necessità, attrezzato a pianta centrale o frontalmente rispetto alle tribune. In questo modo, la sala potrà ospitare una più vasta gamma di spettacoli teatrali, ma anche altre attività culturali, artistiche, formative. Inoltre, come un qualsiasi altro teatro, la struttura sarà dotata di tutto l'equipaggiamento tecnico».  Si tratta dei requisiti minimi per ottenere lo status di stabilità. Punzo sottolinea il basso costo: «Per progetti simili si spendono milioni di euro. Quello da noi avanzato ne richiede 800mila. Sarebbe - aggiunge - unico in Europa». Sui finanziamenti azzarda un'ipotesi: «Mettere insieme le risorse destinate alla Compagnia e a Volterra Teatro per convogliarle entrambe nel progetto». Di certo, al momento, c'è solo che le prospettive saranno ridotte a zero fintantoché non si avrà un'attiva partecipazione delle istituzioni: «Il progetto è sulla scrivania di tutti - conclude Punzo - ma il Comune dovrebbe essere il primo a innescare una discussione: noi abbiamo fatto il primo passo. Ora tocca a loro».

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