Il dolore
Rocchi non può stare in consiglio
Sabrina Chiellini
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Di CoscioAvviata la procedura per dichiarare incompatibile l'esponente del Terzo Polo
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CASCINA. Per alcuni consiglieri comunali è stato un po' come presentarsi al primo giorno di scuola. L'emozione non manca e neppure qualche pasticcio al momento delle votazioni. Il sindaco, Alessio Antonelli, nel giorno del giuramento e dell'insediamento del consiglio comunale, comunque non si scompone più di tanto, neppure quando si rende conto che per eleggere Paola Viegi (Pd) alla presidenza del consiglio servono due votazioni. Alla prima, infatti, il centrosinistra non riesce - già si cercano un paio di franchi tiratori ad assicurare alla propria candidata la maggioranza qualificata. Ma alla fine tutto come da copione: astenuti Lega, lista civica "SìamoCascina" e Pdl e Alberto Rocchi, subito impegnato a "difendersi" per vecchie vicende che lo vedono in perenne polemica con l'amministrazione comunale. Così Paola Viegi, dipendente della Provincia, arrivati quasi a metà consiglio, può sedersi (abbracci e congratulazioni) accanto al sindaco per coordinare i lavori e concludere la seduta. Visto che Fernando Mellea (Pd), Giorgio Catelani (Sel) e Giovanni Greco (Idv) sono diventati assessori al loro posto sono subentrati di diritto i consiglieri Andrea Monticelli (Pd), Sandro Castagna (Sel) e Mirko Forti (Idv). A inizio legislatura - era nell'aria anche questo - si ripresenta la questione dell'incompatibilità di Alberto Rocchi (Nuovo Polo per Cascina). Il consigliere-imprenditore ha alcuni contenziosi aperti col Comune. Analoga situazione si presentava per Michele Parrini (Lista civica) che però, per restare tra i banchi del consiglio, rinuncia ad un contenzioso col Comune. Nei confronti di Rocchi il consiglio, a maggioranza, dà immediatamente avvio alla procedura per la dichiarazione di incompatibilità. Si procede alla contestazione dei motivi e si dà allo stesso Rocchi dieci giorni di tempo (dall'adozione dell'atto di ieri) per formulare osservazioni o per eliminare le cause di incompatibilità. Ovviamente Rocchi - ne ha fatto un cavallo di battaglia della campagna elettorale - si ritiene perseguitato dall'amministrazione. Spiega che, a differenza di Parrini, non si trova nella condizione di poter rinunciare ai contenziosi col Comune: uno per tutti riguarda la questione degli abusi edilizi contestati nelle villette di Badia che sono stati puniti con sanzioni milionarie, impugnate davanti al Tar dai cittadini. Scaduti i dieci giorni per la difesa il consiglio addotterà una nuova delibera e, se sarà ravvisata causa di incompatibilità, inviterà il consigliere Rocchi a rimuoverla. In caso contrario Rocchi uscirà dal consiglio comunale. «Farò venire esponenti dell'Udc da Roma - dice dietro le quinte Rocchi - certi sistemi non cambiano mai, continuano la guerra al sottoscritto. Non mi ritengo incomapatibile col ruolo di consigliere, non mi dimetto». «Parrini ha dimostrato rispetto per le istituzioni rinunciando a una vertenza col Comune per restare a rappresentare i cittadini», osserva il sindaco ringraziando l'esponente della lista civica per l'atteggiamento dimostrato. «Esordio positivo - il commento di Antonelli, fuori dall'aula - l'assemblea di oggi (ieri per chi legge, ndr) dimostra che c'è stato un buon ricambio generazionale. Dobbiamo lavorare tutti insieme per la nostra città. Se si lavora insieme si fa prima e meglio».
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