Il Tirreno

Pontedera

La vita alla catena di montaggio finisce in tv

Andreas Quirici
Un’immagine del filmato che National Geographic ha mandato in onda l’altra sera per raccontare la Piaggio
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Un’immagine del filmato che National Geographic ha mandato in onda l’altra sera per raccontare la Piaggio

Documentario sulla fabbrica della Vespa sul canale satellitare National Geographic

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 PONTEDERA. "Sono dieci anni che faccio questo lavoro e mi garba". L'espressione di Mauro Fulceri, operaio della Piaggio, è una delle tante testimonianze raccolte dal team di National Geographic che ha prodotto il docu-film di un'ora sullo stabilimento di Pontedera, andato in onda l'altra sera in prima assoluta, nell'ambito della serie "Megafabbriche". Un viaggio in parallelo fra la realizzazione della Vespa Gts 300 super e la storia del marchio definito come "simbolo del Made in Italy". Da Enrico Piaggio che ebbe l'idea di riconvertire la produzione dagli aerei a un motoscooter sul modello delle moto dell'esercito statunitense, alla creazione dell'Mp3 ibrido, il "mezzo più evoluto, anche per il fatto che Piaggio è stata la prima a utilizzare batterie a ioni di litio", come sottolinea nel filmato Alessandro Bagnoli, responsabile tecnico e sviluppo. In mezzo l'ingegner Corradino D'Ascanio che "odiava le moto, ma studiò un mezzo in cui il guidatore potesse stare comodamente seduto" e anche i raduni dei "vespisti" che colorano le piazze e le strade d'Italia con i loro gioielli. Ma il cuore della storia è il percorso che compiono i vari elementi della Vesta Gts 300 prima di toccare l'asfalto. Un rendering dello stabilimento con i vari reparti a seconda del momento produttivo affrontato dai narratori, con immagini delle varie fasi di lavorazioni e dell'ambiente interno alla fabbrica, sconosciuta a chi non lavora in Piaggio. La realizzazione delle scocche, la saldatura, la verniciatura, la produzione del motore, i vari collaudi, il montaggio, le prove con Oscar, "il manichino che viene messo in sella a una Vespa e testato su un rullo", come spiegato da Alberto Michi, operaio del laboratorio meccanico, anche lui inserito nel documentario. E poi c'è il collaudatore Marco Terzi che sottolinea quanto siano cresciuti in questi anni i veicoli della Piaggio e c'è Cantina Deanna, Otz del montaggio motori che dice di "poter montarne uno quasi a occhi chiusi". In generale, quel che emerge è il profilo di una fabbrica dalla grande tradizione, con una grande vocazione tecnologica (c'è grande evidenza sulla progettazione, dall'ingegner D'Ascanio al centro stile attuale), ma con una necessità fondamentale: poter contare su capacità umane e manuali come quelle degli operai della Piaggio. Per questo, "le saldature devono essere perfette", o "sulla linea di montaggio ci sono più donne, perché serve molta precisione nell'assemblare i vari elementi".  Immagini suggestive, filmati storici e una definitiva consacrazione per il marchio della casa pontederese che risulta essere "proiettata verso il futuro". National Geographic trasmetterà sulla piattaforma di Sky il documentario sulla Piaggio anche domani alle 17.10 e alle 22.10, venerdì alle 3.05, domenica alle 23.10 e lunedì alle 16.10.

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