Finanza
L'inghippo della convenzione
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Il consiglio comunale fatto sullimpianto sportivo Impianto a biomasse: si può eludere la filiera corta
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PONTEDERA. Il sindaco, Simone Millozzi, sostiene che, nell'ottica della filiera corta, non permetterà l'arrivo di camion che trasportano da fuori regione oli destinati all'impianto a biomasse dell'autodromo progettato a Gello. Ma questo non è perfettamente in sintonia con quanto previsto dalla convenzione sottoscritta dal Comune. Che recita: «In senso alla dichiarata volontà di produrre in loco i quasi totale fabbisogno di energia elettrica necessaria al funzionamento dell'intero complesso mediante fonti rinnovabili, l'ipotesi di utilizzare sistemi a biomassa liquida, i proponenti e/o i loro aventi causa a qualsiasi titolo dovranno assicurare che la provenienza del combustibile necessario (olii vegetali) sia il frutto della produzione agricola in un ambito non distante più di 70 km dal complesso in oggetto e che i medesimi rispettino i requisiti di sostenibilità fissati di cui al titolo VII del d.lgs 3 marzo 2011, n. 38. Ove tale clausola non fosse rispettata, fatte salve le sanzioni previste dalle norma in materia, il Comune si riserva di richiedere una compensazione monetaria a valere fino al 50% dell'incentivazione percepita dallo Stato secondo i criteri fissati dai Ministeri competenti, onere per il quale i proponenti e i loro aventi causa a qualsiasi titolo si subordinano fin da ora». Questo dà spunto all'opposizione per intervenire di nuovo sulla centrale a biomassa. «Il riferimento al Decreto Legislativo n. 38 del 3 marzo 2011 pare che da solo non sia sufficiente a garantire la non utilizzabilità di oli provenienti da distanze maggiori, altrimenti perché l'amministrazione comunale avrebbe dovuto inserire la clausola dissuasiva per quanto riguarda il prelievo del 50%?«, si chiede Alessandro Puccinelli, consigliere comunale della Lista civica Indipendente. Cittadini e parte dell'opposizione sembrano intenzionati a chiedere maggiori chiarimenti per per quanto riguarda la provenienza dell'olio di colza. «Una centrale che lo debba importare dall'est europeo non può definirsi "biomassa" ma insensato spreco di risorse per il trasporto». Secondo il consigliere comunale «A nulla valgono le limitazioni della convenzione, visto che non c'è un obbligo tassativo di non importare l'olio di colza da più di 70 Km dal luogo di produzione, ma un prelievo dell'amministarzione fino al 50% degli incentivi ricevuti sull'olio proveniente da distanze superiori. Ciò vuol dire che probabilmente l'affare è ugualmente redditizio, con buona pace delle regole della convenzione». Secondo Puccinelli «l'amministrazione si è fatta prendere in giro nella fretta di adottare il progetto. Però c'è anche la sua responsabilità nel non avere approfondito i dati che, volendolo, erano facilmente desumibili. Questa superficialità è dovuta anche alla mancanza di reale partecipazione non solo dei cittadini, ma anche dei consiglieri, che potrebbero dare il proprio apporto di critica costruttiva nei confronti dell'amministrazione e che invece vengono informati all'ultimo momento e senza la minima possibilità di incidere se non in modo successivo con le osservazioni e le polemiche sul giornale». Questa è la partecipazione di cui tanto si parla?, si domanda il consigliere comunale. Per quanto riguarda il progetto autodromo, la lista chiede di fare chiarezza anche sul resto dell'operazione in modo appropriato.
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