Attenzione
Presenti anche le nipoti di DAscanio: per loro il battesimo in elicottero
Vespisti anche dal Belgio
Andrea Lanini
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Le tre nipoti di Corradino DAscanio mentre salgono sullelicottero Centinaia di chilometri per partecipare al raduno
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PONTEDERA. «Ah, che posti! Che meraviglia, che paesaggi da pittura», dice entusiasta la signora belga. «Ma quanto sarete fortunati voi toscani ad esser nati dentro a un simile capolavoro... vraiment merveilleux, vachement super», chiosa col suo bel francese fragrante mentre scatta una foto dopo l'altra. Lei e i suoi connazionali, sei in tutto, sono arrivati fin quaggiù in Vespa, e non sono i soli ad aver fatto un bel po' di strada. Per partecipare al raduno che il Vespa Club Pontedera ha organizzato per sabato e ieri, c'è gente che è partita dal Canton Ticino, dalla Lombardia, dalla Puglia, dalla Sicilia, dal Trentino. Tre ragazzi di Taranto hanno sistemato le loro Vespe in un furgone e hanno viaggiato tutta la notte di venerdì: quasi novecento chilometri e passa di tragitto. E la mattina eccoli lì, freschi come rose, puntuali per l'iscrizione, polo blu punteggiate dai contrassegni colorati del loro club e scooter d'epoca tirati a lucido. Altri tre sono arrivati da Battipaglia: seicento chilometri abbondanti. I signori del Vespa Club Milano hanno deciso di prendersela comoda: «Siamo partiti una settimana fa, abbiamo già fatto l'Umbria, domani l'altro andiamo a Siena. E quando un posto ci piace, montiamo la tenda», e indica lo stracolmo portapacchi posteriore. Roba da vespisti. La loro filosofia la riassume bene Giuseppe Stefanelli, il presidente del club pontederese: «Noi con queste due ruote più lontano si va e meglio si sta». Va bene, questo varrà anche per i motociclisti, uno si dice. E infatti. Ma il vespista ha dalla sua questa poesia della lentezza che diventa un rendéz-vous con la striscia dell'asfalto che ti scorre sotto la pedana, coi posti attraversati, con l'idea stessa di viaggio. Anche quando è in autostrada, il vespista mantiene un po' di quella nonchalance che la bella Audrey aveva in "Vacanze romane". Merito dell'eleganza che stava dentro la matita di Corradino D'Ascanio (1891-1981), a cui il raduno pontederese era dedicato. L'ingegnere di Popoli e le sue intenzioni folgoranti: si mise a pensare al cielo e inventò i principi ispiratori dell'elicottero, si mise a pensare alla terra e inventò il celebre velocipede Piaggio. Il Vespa Club Pontedera, in collaborazione con l'Aeroclub Pisa, ha chiuso il cerchio a Capannoli, all'aviosuperficie Valdera: sabato pomeriggio, le nipoti di D'Ascanio, Maria, Anna e Paola, mai salite in vita loro su un elicottero, hanno finalmente potuto sperimentare, a bordo dell'Agusta-Bell di Paolo Rosati, il brivido di quell'ascensione verticale che il loro nonno realizzò per primo.
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