Il Tirreno

Pontedera

Lari, l'ex sindaco lascia i conti aperti

Manolo Morandini

Scontro sulla mancata approvazione del bilancio consuntivo

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 LARI. L'ex sindaco Ivan Mencacci ha chiuso l'esperienza amministrativa ma non i conti del Comune di Lari. Del bilancio consuntivo, che doveva essere approvato entro il 30 aprile, non c'è traccia. Una questione di forma per il neo-sindaco Mirko Terreni, destinata a chiudersi entro l'estate e senza alcuno strascico per la vita dell'ente. Qualcosa di più, invece, per l'opposizione che fa capo a Gaetano Mazza. «Che cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stata una continuità politico-amministrativa?».  La domanda ha animato la prima seduta del consiglio comunale. «Il bilancio è anche un atto politico - dice Mazza -. Che cosa sarebbe accaduto se a vincere le elezioni fosse stata una diversa maggioranza? Avremmo dovuto limitarci ad approvare i conti?».  Il sindaco Terreni, che nella giunta Mencacci aveva la delega al bilancio, prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. «All'inizio di febbraio la dirigente responsabile dell'ufficio di ragioneria è dovuta andare in maternità anticipata». E aggiunge: «Abbiamo fatto un bando per coprire il ruolo ma ci sono dei tempi tecnici, l'incarico è stato affidato solo all'inizio di aprile. Si tratta di un ritardo tecnico. Non siamo certo a rischio commissariamento».  Toni bassi eppure fermi. «Imprevisto a parte - sostiene Mazza -, il Comune ha un direttore generale che può surrogare gli atti nei casi di necessità. Non può essere l'assenza di una persona a determinare il blocco della macchina amministrativa. Perché non si è scelto di procedere affidando la redazione del bilancio consuntivo al direttore generale?».

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