Il Tirreno

Pontedera

L'inarrestabile morìa dei negozi storici: così cambia il centro

Sabrina Chiellini
L'inarrestabile morìa dei negozi storici: così cambia il centro

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 PONTEDERA. C'era una volta il negozio con il cognome del proprietario, l'attività di famiglia, quella era la professione che si tramandava a più generazioni. I clienti, anche quelli che arrivavano dai piccoli centri della Valdera o da altre zone, sapevano che trovavano quel negozio di qualità, quel commerciante di fiducia. Tanti negozianti storici negli ultimi due anni hanno chiuso e al loro posto è stato un trionfo di punti vendita in franchising. Le stesse catene che si trovano a Pontedera come a Pisa, Livorno e in altre città.  In questo modo una parte dell'appeal del corso, aspetto che ha contribuito a fare di Pontedera un centro a vocazione commerciale, rischia di perdersi. Ora, soprattutto negli ultimi mesi, si sono viste "sbocciare" pizzerie o panetterie con la rapidità dei fiori che altrettanto velocemente hanno chiuso. Ci sono attività che al massimo sono durate tre mesi.  Nessuna traccia è rimasta di negozi storici come quello d'abbigliamento "Della Santina", o "Pack Chic" (vendeva scarpe da almeno trent'anni) o della cartoleria "Carrara": al suo posto c'è una nuova pizzeria. Ha chiuso anche il bar "Messicano". Nei fondi commerciali che per anni sono stati una delle vetrine più viste della città, "Capannini", c'è ora una catena d'abbigliamento a basso prezzo. Via dal centro storico anche il fiorista "Dei", dopo che già aveva chiuso, per trasferirsi vicino a Pontedera, anche un altro negozio di fiori. Fondi, entrambi, che hanno cambiato presto vocazione diventando un bar-panetteria e una pizzeria. Arredi moderni e obiettivi chiari: ma dopo pochi mesi le due attività hanno dovuto chiudere. Una cambia gestione, l'altra con un cartello spuntato all'improvviso informa la clientela che per motivi familiari la pizzeria resta chiusa per un periodo non meglio precisato.  Negli ultimi dodici mesi hanno chiuso in fretta e furia anche una palestra, un'agenzia immobiliare e catene di marchi con diffusione nazionale e internazionale come "Geox". Le voci si rincorrono e non è la prima volta: i magazzini Chiarugi, per esempio, stanchi di essere perseguitati da chiacchiere infondate, hanno aperto un profilo su Facebook, "Il Chiarugi non sarà sostituito da Zara", per informare la clientela che la loro famiglia non ha alcuna intenzione di cambiare lavoro. Ma settembre porterà altri cambiamenti di gestione o negozi venduti per fare posto a catene che vendono cosmetici low cost.  L'assessore alle attività produttive Stefano Tognarelli ritiene che questo "mordi e fuggi" nel settore del commercio sia una conseguenza della crisi che si fa sempre più sentire.  «Il fatto che tante catene scelgano il nostro centro commerciale naturale - dice Tognarelli - significa che Pontedera ha privilegiato negli anni la qualità, così da diventare una piazza di interesse anche per i grandi gruppi. Se riusciamo a non perdere la qualità possiamo in qualche modo arginare i cambiamenti dovuti al fatto che si sta perdendo in parte la tradizione del commerciante locale. Come amministrazione cercheremo di evitare che il corso si dequalifichi, trovando un compromesso e cercando il dialogo con le nuove proprietà, anche se in certi casi, soprattutto nei franchising, è più difficile».

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