Sicurezza
Ges, dalla raccolta di firme al referendum
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Un cantiere per la posa dei tubi della Ges Sono 1.200 i cittadini che si oppongono all'ingresso dei privati nella società
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POMARANCE. Il segnale è forte. Sono 1.200 le firme raccolte in venti giorni per scongiurare la privatizzazione della Ges, l'azienda che gestisce il servizi di teleriscaldamento a Pomarance. «I cittadini hanno dato un segnale importante nella diatriba tra la giunta pomarancina e i gruppi di opposizione, sostenuti tra l'altro anche da tutte le forze politiche del centro sinistra del comune geotermico». È quanto sottolinea l'Unione democratica di Pomarance, tra i promotori della raccolta. «Testimoniano un parere inequivocabile sul mantenimento di questo servizio, che è e deve rimanere "pubblico"». Le firme saranno consegnate al sindaco di Pomarance. «È responsabile insieme alla sua giunta di aver emesso una delibera comunale che apre ai soggetti privati, attuando di fatto le linee dettate dal governo Berlusconi in materia - sostiene l'Unione -. E' soprattutto scorretto, amministrativamente, che Martignoni non abbia concertato e condiviso assolutamente le scelte con la popolazione. Anche perché ogni utente ha contribuito economicamente, al momento dell'allaccio, a creare questa società in house e quindi può considerarsi legittimo proprietario. Perciò ha diritto perlomeno di essere messo a conoscenza degli indirizzi che s'intendono prendere su tale società». Da qui la richiesta di ritirare tutti gli atti comunali finalizzati ad intraprendere il percorso di privatizzazione, «per evitare un'azione antidemocratica nei confronti dei cittadini». Ma anche un appello per «una forte partecipazione ai referendum del 12 e 13 giugno per cancellare definitivamente ogni pericolo di privatizzazione dei servizi pubblici».
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