Il Tirreno

Pontedera

Stavolta sono stati ospitati a Perignano grazie alla collaborazione della cooperativa “Il Delfino”

Arrivati altri sei profughi dalla Libia

I profughi sono stati portati al commissariato per l’identificazione
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I profughi sono stati portati al commissariato per l’identificazione

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 PERIGNANO. Questa volta non sono stati neppure annunciati, visto che ormai è diventata quasi una routine. Ieri mattina sono arrivati altri sei profughi provenienti dalla Libia. Sono stati accompagnati al commissariato di Pontedera dove sono stati identificati e poi hanno potuto raggiungere una sistemazione trovata per loro dalla Società della Salute in accordo con un privato, la cooperativa "Il Delfino". I sindaci della Valdera, che nelle scorse settimane sono stati contattati dalla Regione, hanno risposto positivamente alla necessità di dare accoglienza ai profughi, in una fase di emergenza internazionale. È stato poi deciso di affrontare il problema come Unione dei Comuni della Valdera.  Così, sulla base di questo accordo che prevede il coinvolgimento di privati e le spese pagate dal governo, sono arrivati profughi che sono stati accolti nei comuni di Pontedera, Bientina e Santa Maria a Monte. Ora si è fatto avanti Lari per trovare un alloggio ai profughi costretti dalla guerra a lasciare la Libia.  Il Ministero dell'Interno paga per ogni profugo ospitato sul territorio italiano una cifra giornaliera di 35 euro.  I Comuni della Valdera hanno preferito dislocare sul territorio i profughi convinti che l'inserimento di piccoli nuclei distribuiti nel contesto di diversi paesi possa aiutare il processo di integrazione. Non è stato spiegato quanto tempo il governo finanzierà l'accoglienza. Del resto non sono molte le informazioni che di solito accompagnano l'arrivo di nuovi profughi. Inizialmente la provincia pisana aveva scelto la strada dei centri di accoglienza: i primi immigrati sono arrivati a Capanne e Santa Croce. Poi queste due strutture, che hanno ospitato quasi tutti tunisini, sono state chiuse ed è stata scelta la strada dell'accoglienza "diffusa". S.C.

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