Sicurezza
«Ci riforniremo dall'Est Europa»
Jacopo Paganelli
◗
Antonio Giannetta, patron della Tenuta Isabella a Gello L'imprenditore: in zona non c'è materia prima sufficiente
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Nuovo giro di boa intorno alla centrale a olio combustibile da 5 megawatt annessa all'impianto motoristico a Pardossi. Fra le voci di un possibile utilizzo di materiale biologico come carni e simili, le associazioni agricole del territorio hanno inteso fare chiarezza. Cominciando dall'approvvigionamento dell'impianto. «Abbiamo perplessità sulla possibilità che la centrale possa approvvigionarsi dalle riserve del comprensorio circostante», sostiene Davide Pagliai, della Cia (confederazione italiana agricoltori). «Ben venga però se gli imprenditori interessati riuscissero a trovare olio vegetale della Cee». Pagliai fa riferimento al decreto che fissa il prezzo incentivale della materia prima a 0,28 euro a kilowatt, a patto che sia di sicura tracciatura europea. L'olio di palma, che viene da fuori Cee, si attesta invece sui 18 centesimi. «Il fatto che ci sia una soglia minima di remunerazione è un indubbio vantaggio per gli agricoltori. Anche se questi preferiscono in genere destinare le proprie coltivazioni a usi non energetici, viste le rendite di 400 euro a tonnellata». Sulla stessa linea d'onda anche Aniello Ascolese, direttore della Coldiretti di Pisa. «Nel nostro territorio manca una visione di energia ricavabile dalle colture. Di modo che, oltre agli stessi ettari di terreno necessari per foraggiare l'impianto, scarseggiano anche gli allestimenti della filiera di lavorazione sui semi da trasformare in liquido carburante. È chiaro che in linea di principio siamo interessati alle energie alternative, ma non ravvisiamo vantaggi significativi per i coltivatori locali, visto che sarà necessario, per forza di cose, alimentarsi dall'estero». Antonio Giannetta, da parte sua, non si scompone: «Sapevamo già che avremmo dovuto approvvigionarci da fuori Italia, visto che la convenzione della filiera corta da 70 km è inattuabile. Pensiamo comunque a combustibile proveniente da paesi rigorosamente europei, come la Germania o le nazioni spostate più a est. Per gli agricoltori del territorio, anche se non si tratta di una opportunità immediatamente fruibile, c'è però una porta aperta sul futuro, che va ovviamente incentivata: un domani, investire in energia alternativa le rendite agricole sarà sicuramente vantaggioso». Energia alternativa che - precisa l'imprenditore - non verrà dalla macellazione animale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
