Il Tirreno

Pontedera

Tengono la macchina un giorno e per una serie di cavilli pagano trecento euro

Turisti spennati dall'autonoleggio Una coppia di tedeschi denuncia

A destra il turista tedesco con l’amico Belli
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A destra il turista tedesco con l’amico Belli

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 CASCINA. Torneranno in Toscana ma ogni volta ricorderanno di essere stati "spennati" da un autonoleggio a cui si sono rivolti dovendo affittare una macchina per un giorno. A raccontare la disavventura è uno dei protagonisti, Harry Leonard Van Putten, venuto con la moglie in Italia per fare visita alla famiglia del geologo Claudio Belli di Cascina.  La coppia tedesca arriva a Pisa in aereo il 18 maggio scorso. Prosegue per Firenze in treno per poi pernottare in un albergo sulle colline di Fiesole. Il sabato 21 i coniugi decidono di noleggiare un'auto con cui trasferirsi a Pisa e successivamente a Cascina. Dopo la prenotazione telefonica la consegna dell'auto è prevista per le 16 del pomeriggio a Fiesole. «L'autista arriva con un piccolo ritardo di alcuni minuti, almeno quindici - spiega il turista - gli chiedo di scrivere sul foglio di consegna della macchina che c'è un ritardo. Mi risponde che non c'è alcun problema. "Avviso io il collega di Pisa", queste più o meno le sue parole».  Domenica 22, al momento della consegna, succede un po' di tutto. I coniugi tedeschi si presentano all'aeroporto di Pisa, dove si trova una sede dell'autonoleggio. Sono passati da pochi minuti le 16 e devono lasciare il pieno nella macchina.  «Mi chiedono se ho messo il carburante e rispondo di no. Allora scopro che l'area di servizio dell'areoporto la domenica pomeriggio è chiusa anche se a Firenze, quando avevo noleggiato la macchina mi era stato detto che avrei potuto fare rifornimento a Pisa». Non resta che provvedere a cercare il distributore di benzina.  La coppia torna all'autonoleggio pochi minuti dopo. L'addetto ai noleggi non c'è. Aspettano alcuni minuti. Arriva e alle proteste dei turisti risponde: «Non sono il tuo servo, mi aspetti», così racconta Van Putten.  Tra un impiccio e l'altro scatta l'ora. Sono le 17. Al cliente viene chiesto di pagare due giorni di noleggio, 302 euro. «Chiedo di poter tenere la macchina un giorno in più ma mi viene negata questa possibilità. Controllo i prezzi pubblicizzati sulle promozioni e mi accorgo che non corrispondono a quelli effettivi». Al turista, che aveva già versato una cauzione di 500 euro in contanti, non resta che pagare. Ma vuole capirne di più e se è il caso anche denunciare. «Le tariffe non mi convincono - dice - chiedo spiegazioni ma non le ottengo. Sulla fattura c'è scritto che ho pagato un noleggio di due giorni ma l'auto l'ho avuta solo un giorno. Credo di essere stato raggirato».  Forse per ottenere un minimo di considerazione dall'azienda, a giudicare dalle risposte avute telefonicamente, dovrà presentare un reclamo scritto. «L'impressione che abbiamo avuto - spiega ancora - è che l'autonoleggio si sia approfittato della nostra situazioni di turisti stranieri. Le condizioni del contratto di noleggio sono scritte in maniera così minuscola che è facile non leggerle o non comprenderle. Insomma, una vergogna». S. C.

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