Sicurezza
Sessant'anni fa la vittoria alla "sei giorni"
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Giuseppe Cau in sella alla sua Vespa numero 94 In Vespa, per rievocare quel successo: un raduno di tutti gli appassionati
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PONTEDERA. Per tutti i fan del "mito" Vespa, per i tantissimi appassionati dell'epopea Piaggio, questo 2011 è un anno che risplende di particolare lucentezza. Per più motivi. Ci sono i festeggiamenti in occasione di due anniversari "d'ascaniani", prima di tutto. Il grande ingegnere di Popoli, l'inventore che prima rivoluzionò il volo e poi mise le ali alle due ruote, nacque abruzzese nel 1891 e morì toscano - definitivamente adottato da Pisa - nel 1981. E poi corrono i sessant'anni dalla clamorosa, strepitosa vittoria che lo squadrone di vespisti Piaggio conquistò alla Sei Giorni Internazionale di Varese: dieci medaglie d'oro (9 individuali più una alla casa produttrice) che i piloti Alberto Vivaldi, Fernando Nesti (pontederese), Giuseppe Cau, Bruno Romano, Mario Riva, Carlo Merlo, Dino Mazzoncini, Pierino Opessi, Ivo Granchi e Natale Biasci soffiarono a agguerritissimi concorrenti e portate a Pontedera con scioltezza da scooteristi-prestigiatori. Giuseppe Cau, tra gli ultimi testimoni dell'impresa - romano, del'28, anche lui è pisano d'adozione: oggi risiede a Fornacette - ha appuntamenti a raffica da nord a sud: i club e le amministrazioni lo vogliono nelle giurie, nei comitati d'onore, sul podio delle rievocazioni storiche a distribuire medaglie e trofei, nelle foto ricordo, immancabilmente vicino a una di quelle stupende Vespa Sport 125, a faro basso, che furono lo strumento del successo dellae che oggi i pochi fortunati possessori conservano con cura maniacale. In questo momento, per dire, Cau è proprio a Varese, dove fino al 5 giugno si mette in scena un'accurata replica della gara del 1951 (quella originale venne disputata dal 18 al 23 settembre). Insomma, per ricordare entrambi questi fortunati esiti dell'ingegno italiano, si fa festa in vari punti dello Stivale. E soprattutto, com'è giusto che sia, a Pontedera. Qui, nella città dove il "mito" è nato, a festeggiare degnamente Corradino D'Ascanio ci pensa il nostro Vespa Club. Con un raduno internazionale che nel weekend del 4 e 5 giugno porterà in Valdera vespisti da tutta Europa. «Ci sono iscritti che arrivano dalla Francia, dalla Svizzera, dall'Austria...», racconta entusiasta il presidente del Vespa Club Pontedera Giuseppe Stefanelli, «ma in tanti arrivano anche da diverse parti d'Italia: Asti, Trento, Benevento... arrivano anche venti soci del Vespa Club di Milano, che ha deciso di partecipare con una vera e propria delegazione». Molto articolato e vario il programma. Appuntamenti tra terra e aria. E infatti il titolo che il club ha scelto per la due giorni è "Dal cielo alla strada, i sogni di Corradino D'Ascanio"; e il logo, ideato dal fotografo e grafico Daniele Musella, autore anche del calendario a scopo benefico che i soci vespisti pontederesi (www.vespaclubpontedera.it) hanno dedicato al 2011, è la scritta "VespElica" sormontata da una piccola Vespa che impenna. «Grazie alla collaborazione del Comune di Pontedera, di Carismi e di alcuni partner "vespomani" come i ragazzi del ristorante "Kapperi" e della Tenuta Podernovo e gli amici cascinesi di Masoni Arredamenti, tutta gente fissata come noi e forse anche di più», dice Stefanelli, «siamo riusciti a tenere i prezzi bassi e mettere insieme un bel po' di appuntamenti che accontenteranno gli occhi e il palato. I nostri ospiti sono sicuro che andranno via soddisfatti». Per chi volesse vedere uno squadrone di Vespe di mitologiche proporzioni e dai vessilli internazionali, l'appuntamento è alle 8.30 di domani davanti al Museo Piaggio. A.L.
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