La manifestazione
Paghiamo oltre cento euro di multe
Paola Silvi
Al volante i più indisciplinati nel 2010 a Pontedera e a Lorenzana
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PONTEDERA. Autovelox, divieti di sosta, multe e bilanci comunali: un quartetto che spesso significa soldi in arrivo nelle casse delle amministrazioni locali, sempre più danneggiate dalla mannaia del governo centrale. Un quartetto che in Provincia di Pisa vale oltre 6 milioni di euro. Da Bientina a Volterra, da Pontedera a Santa Croce ogni comune fa i suoi controlli ed i cittadini sborsano in media 25 euro all'anno per rimediare ad un divieto di sosta, ad un eccesso di velocità, ad un sorpasso vietato o ad un semaforo rosso bruciato. I più indisciplinati sono gli abitanti di Pontedera e quelli di Lorenzana con una spesa pro capite che si aggira oltre i 100 euro mentre il trofeo degli automobilisti più virtuosi se lo contendono Terricciola e Chianni dove il rapporto tra i proventi delle multe e il numero della popolazione è il più basso in assoluto con percentuali che non arrivano al 3%. Il resto delle amministrazioni oscilla tra il 7 e il 12%. Con variabili che incidono in maniera più o meno evidente da città a città, come la presenza di strade statali o provinciali, zone di sosta a pagamento, dissuasori di velocità e postazioni fisse o mobili di autovelox. Ma pare che siano lontani i tempi d'oro relativi alle consistenti entrate dovute alle sanzioni per le violazioni al codice della strada. In primis perché rispetto all'anno precedente i dati non hanno subito drastiche impennate mantenendosi per lo più stazionari ed infine perché non sembra esserci una perfetta corrispondenza fra il numero di multe staccate dai vigili e i relativi importi. «A Capannoli - entra nel merito Filippo Fatticcioni, nella doppia veste di sindaco e di presidente dell'Unione della Valdera che gestisce la polizia locale di 6 comuni sui 15 associati - sono stati stilati 617 verbali per un incasso di 31.500 euro, a Palaia 397 per un totale di 17.600 e a Lajatico 142 per 12.800 euro. La differenza dipende dal motivo della sanzione e il carico più grande delle multe si associa alla presenza dell'autovelox. I misuratori di velocità funzionano da deterrenti e obbligano i cittadini ad essere più cauti nei tragitti percorsi ma la normativa vieta di posizionarli nei centri abitati. Così, nelle zone più a rischio, come la Volterrana, dove ce ne sarebbe la necessità, abbiamo dovuto optare per i tele laser rimovibili, maneggiati direttamente dai vigili urbani in servizio». Chi pensa dunque che i comuni vogliano far cassa, aumentando le multe, ha preso una cantonata. A sostenerlo sono gli stessi sindaci interpellati. «L'obiettivo - dicono - non è quello di fare più multe né di attuare una politica di repressione». Ma una filosofia all'insegna di una maggiore sicurezza prima stradale e poi pubblica che in alcuni casi porta i suoi frutti. A Calcinaia, per esempio, il numero di multe effettuate è sceso dalle 1.931 del 2009 alle 1.450 del 2010 e il primo cittadino di Castelfranco Umberto Marvogli assicura «che nel bilancio di previsione per il 2011 la cifra da 129mila euro scenderà a 70mila». Se le entrate per le infrazioni degli automobilisti sono allora una voce irrinunciabile per far quadrare i bilanci è pur vero che il meccanismo deve fare i conti con una fetta di torta, in media il 30%, che corrisponde alle sanzioni eseguite ma non ancora recuperate. Agli automobilisti distratti si aggiungono insomma quelli morosi che rimandano nel tempo l'adempimento della sanzione. «Il compito principale che spetta all'ente amministrativo - concludono gli amministratori - è quello di prevenire, educare ed informare». Non a caso oltre il 50% degli introiti provenienti dalle sanzioni viene indirizzato a questo scopo. Dal potenziamento della segnaletica all'ammodernamento delle strade, dal miglioramento dei servizi di manutenzione alla messa a norma delle barriere, all'acquisto di automezzi, veicoli e attrezzature della polizia municipale.
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