Finanza
Cordoglio per la morte di Seli
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Ugo Seli Aveva 89 anni. Era uno dei conciatori "storici"
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PONTE A EGOLA. Grande cordoglio ieri pomeriggio nella chiesa di Cigoli dove sono stati celebrati i funerali di Ugo Seli, scomparso nei giorni scorsi dopo complicazioni sorte in seguito a una frattura. Aveva 89 anni ed era uno dei conciatori più importanti della realtà pontaegolese. Suo figlio Sandro ne ha seguito le orme prendendo in mano le redini dell'azienda di famiglia, l'omonimo cuoificio la cui insegna è ben visibile transitando sulla Firenze-Pisa-Livorno all'altezza del comprensorio del Cuoio. Ugo Seli aveva ereditato l'impresa da suo padre Alchise, fondatore della realtà industriale che proprio Ugo contribuì a far diventare una delle strutture produttive più importanti nel campo del cuoio da suola italiano e quindi internazionale. Seli è stato uno dei pionieri di un nuovo modo di fare il mestiere di conciatore, quando gli imprenditori della zona cominciavano a viaggiare e a conoscere paesi nel mondo dove piazzare le loro pelli o i cuoio di altissima qualità, cominciando così la grande tradizione del "made in Italy". Una sorta di esploratori di nuovi mercati in cui un buon approccio con lingue, culture e usanze diverse diventavano fondamentali per ottenere il successo commerciale sperato. E in questo, dicono i colleghi che lo conoscevano bene, era un maestro. Ugo Seli, oltre a Sandro, aveva anche una figlia e quattro nipoti. Negli ultimi tempi non lo si vedeva più in azienda, ma fino a poco tempo fa non faceva mai mancare la sua presenza. Se n'è andato nella notte fra lunedì e martedì, mentre si trovava ricoverato all'ospedale di Empoli per problemi respiratori. E' stato sepolto al cimitero di Cigoli, dov'è presente la cappellina di famiglia. «Era un uomo molto deciso - ricorda Damiano Ciurli, direttore del Consorzio conciatori di Ponte a Egola - che sapeva prendere decisioni con una rapidità eccezionale. Era una persona con una mentalità innovativa rispetto agli anni in cui ha guidato direttamente l'azienda. Questo è un dono che ha lasciato al figlio Sandro, imprenditore che ha saputo continuare la tradizione di famiglia con grande concretezza e raziocinio».
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