Il Tirreno

Pontedera

Un centro benessere per strappare Chiecinella al popolo dei rave party

Alcune immagini dell’ex stabilimento Candia dopo il rave interrotto nel fine settimana nel bosco di Chiecinella
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Alcune immagini dell’ex stabilimento Candia dopo il rave interrotto nel fine settimana nel bosco di Chiecinella

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PALAIA. Il piano di recupero c'è, deve essere inviato alla Regione, dice il sindaco di Palaia, Alberto Falchi. Nessuno lo ammette apertamente ma il progetto si presenta come troppo ambizioso per sembrare attuabile in tempi di crisi. E nel frattempo l'ex fabbrica per la produzione di anidride carbonica, nel bosco di Palaia, destinata a diventare un esclusivo centro benessere, piace al popolo dei rave party. Nell'ultimo anno i carabinieri di Palaia hanno impedito almeno quattro feste del delirio nella valle circondata da una fitta vegetazione, che fa da scenografia ai ruderi dell'ex Candia di Chiecinella. I vecchi Bagni di Palaia, dimenticati nel tempo e al centro, ormai se parla da anni, di un piano di recupero.  I vecchi fabbricati, costruiti a partire dalla metà del 1800 in un'area caratterizzata dalle emissioni di anidride carbonica e solforosa, sono considerati un luogo ideale per feste improvvisate al suono di musica assordante, alcol e sostanze stupefacenti.  Tra gli organizzatori dei rave evidentemente ci sono alcuni giovani della zona ai quali non è sfuggito questo angolo nel verde, completamente al buio di notte, considerato un facile "rifugio" da chi spera di evitare i controlli. Le catene che sbarrano l'accesso ai ruderi sono state danneggiate tante volte.  Nella notte tra sabato e domenica scorsi un centinaio di ragazzi sono riusciti a entrare nei vecchi edifici. Avevano già acceso un fuoco, piazzato i cani in una sorta di recinto ricavato dentro uno degli edifici - sulle pareti i writers si sono esibiti più volte nel corso del tempo - quando sono stati scoperti dai carabinieri di Palaia. C'è stata una lunga trattativa ma alla fine gli "invitati" al rave party, dopo avere spiegato le loro ragioni - «Che male c'è? Che differenza c'è tra un bosco e la discoteca, la droga si trova anche nei locali» - hanno smontato casse e amplificatori rinunciando alla festa. Niente scontri con i carabinieri, a differenza di altre realtà.  Ma il timore di un altro rave appare più che fondato. Era già successo prima di Pasqua. Per non farsi scoprire i partecipanti alla festa parcheggiano le auto lungo la strada principale, che da Palaia va verso San Miniato, o le nascondono nel bosco. E poi a piedi raggiungono la fabbrica dismessa, a cui si arriva percorrendo una strada sterrata in buone condizioni. Così come lo è l'area a verde intorno alle rovine dell'ex stabilimento. L'erba viene tagliata regolarmente dalla proprietà. I rifiuti non mancano, sono quelli lasciati alla fine delle feste interrotte a metà, come quella dello scorso fine settimana. Lattine e bottiglie abbondano.  Il piano di recupero potrebbe strappare questo luogo al popolo dei rave e consegnarlo ai turisti. Le previsioni urbanistiche assegnano a quest'area una vocazione turistico-ricettiva: nel passato era una zona termale con tanto di albergo anche se la qualità dell'acqua poi passò in secondo piano e venne privilegiata la produzione di anidride carbonica. La fotografia attuale ci consegna edifici crollati quasi interamente, in mezzo a pozzi di estrazione e un torrente che attraversa la proprietà ex Candia. Un angolo dalle mille potenzialità.  L'Immobiliare Bagni di Chiecinella ha un progetto approvato per costruire nel bosco un centro termale e turistico con sette alloggi turistici, piscina termale, spazi per la ristorazione e un piccolo albergo. Se diventasse realtà allora sì che la musica in quel bosco sarebbe diversa.

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