Il Tirreno

Pontedera

Se la cultura classica diventa l'occasione per una sfida agonistica

 Paola Silvi
A sinistra il tavolo con gli organizzatori del Certamen a destra alcuni studenti
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A sinistra il tavolo con gli organizzatori del Certamen a destra alcuni studenti

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 PONTEDERA. Chi dice che i giovani pensano solo a divertirsi è stato categoricamente smentito ieri mattina. Tra Vespe ed Api d'epoca, alla premiazione del XIX Certamen in ponticulo Herae, la gara di latino che ha visto impegnati 231 studenti provenienti da tutta la Toscana, aleggiavano i fantasmi di Cicerone, Tito Livio ed Eutropio.  La sala del museo Piaggio era piena di promettenti latinisti, seduti ad ascoltare le premesse e gli auspici dei professori Paolo Morelli e Laura Marconcini, dell'Associazione italiana di cultura classica. Appena due settimane fa, in una domenica calda e afosa, i ragazzi hanno affrontato una versione da tradurre in italiano e commentare.  Gli studenti sono stati divisi in tre gruppi in base al tipo di liceo frequentato, classico, scientifico e linguistico-pedagogico. E sempre in base a questa distinzione si sono cimentati con passi di autori diversi e poi valutati. Da Livorno a Borgo San Lorenzo, da Arezzo a Viareggio, per tutti i protagonisti, duellanti a colpi di declinazioni e coniugazioni, è stato il momento di ricevere i meritati elogi.  «Questi giovani, con la loro voglia di approfondire attività che l'immaginario comune ritiene lontane dai soliti interesse adolescenziali, con il loro impegno, hanno dimostrato - ha detto Liviana Canovai, assessore alla cultura del Comune di Pontedera - quanto la cultura classica sia la base per riscoprire le nostre radici, una parte importante della nostra formazione».  Lode allora anche alle lingue cosiddette morte, che concorsi del genere tengono rigorosamente in vita. «Perché è un modo di approcciare al latino diverso dall'ordinario - ha detto Cecilia Robustelli, docente dell'università di Modena e membro dell'Accademia della Crusca - che ci permette di incontrare i valori passati e di farne tesoro per guardare al futuro».  A tutti è stato consegnato un libro-ricordo. I migliori dieci di ogni categoria hanno portato a casa invece un po' di soldi, da un massimo di 500 euro ad un minimo di 100 per coloro che sono arrivati decimi. E nell'elenco dei virtuosi la scuola con il maggior numero di vincitori è stata il Virgilio di Empoli. Tra i maghi del latino pontederesi Laura Vicino del liceo classico che si è piazzata al nono posto mentre Niccolò Baldelli all'undicesimo nella lista dello scientifico per un lavoro di poco inferiore al decimo classificato.

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