Il Tirreno

Pontedera

Orentano, lavori alla casa di riposo

Benito Martini
Il vescovo di San Miniato Tardelli e alcuni partecipanti all’assemblea
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Il vescovo di San Miniato Tardelli e alcuni partecipanti all’assemblea

Riparte la costruzione della struttura, avviata nel 1994

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 ORENTANO. «Una realtà incompiuta che doveva essere portata avanti, questa casa è fatta con il cuore e con l'impegno di tutto il paese. La provvidenza è grande e ho trovato partecipazione e sintonia da parte di tutti per portare avanti questo progetto». Con queste parole il vescovo della diocesi di San Miniato Fausto Tardelli ha ufficialmente dato il "via libera" alla ripresa dei lavori per la Casa di riposo di Orentano.  Parole pronunciate nel corso di una partecipata assemblea pubblica che si è svolta in un locale della Casa di riposo. A fare gli onori di casa il parroco don Sergio Occhipinti. Tra gli intervenuti il sindaco Umberto Marvogli, i medici di base del paese, Goliardo Paroli e Claudio Colombini, e i rappresentanti delle associazioni di volontariato di Orentano.  I lavori iniziati nell'agosto del 1994 erano fermi da alcuni anni. «Eravamo disperati, non sapevamo che pesci pigliare», ha affermato l'architetto Fabio Poggetti, che ha redatto e seguito il progetto fin dalle origini. Che aggiunge: «Fortunatamente è intervenuto in prima persona il vescovo Tardelli il quale ha dato mandato al presidente della Fondazione Madonna del Soccorso, Riccardo Novi, che già gestisce la Casa di riposo di Fauglia, di vagliare le possibili soluzioni per la ripresa e l'ultimazione dei lavori».  «Si punta tutto sull'innovazione - dice Novi -, la struttura sarà all'avanguardia per corrispondere appieno alle normative vigenti». Il consiglio della Fondazione sarà integrato da alcuni rappresentanti della parrocchia di Orentano, mentre a gestire la Casa di riposo saranno alcune suore dell'ordine religioso delle Figlie di Sant'Anna, affiancate da personale laico.  «Con la chiesa, il campanile e l'asilo Sant'Anna, la Casa di riposo andrà a costituire un complesso monumentale che pochi paesi possono vantare - sostiene Enrico Casini, tra i più attivi promotori dell'iniziativa - e che fa onore alle generazioni del paese che nel corso degli anni hanno concorso a realizzarlo».

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