Il Tirreno

Pontedera

Decine le donne che raccontano le loro storie per salvare il servizio

«Non chiudete il punto nascita» La crociata delle mamme

Una donna incinta si sottopone a ecografia
◗
Una donna incinta si sottopone a ecografia

2 MINUTI DI LETTURA





 VOLTERRA. Decine di mamme scrivono. Per testimoniare che a Volterra si deve continuare a partorire.  Per tentare, in extremis, di far cambiare idea alla Asl rispetto alla prossima chiusura del punto nascita. E lo fanno raccontando le loro storie.  Irene ha partorito due volte sul Colle usufruendo durante le gravidanze, dei controlli e delle visite gratuite offerti dall'azienda e dando alla luce i suoi due bambini con parto spontaneo in ospedale.  «Ho trovato sempre servizi e personale eccellente. Per me è una grande soddisfazione quella di aver partorito i miei figli a Volterra», scrive. La sua testimonianza arriva direttamente al Comitato per la difesa dell'ospedale di Volterra che insieme al gruppo di opposizione Progetto originario hanno lanciato l'iniziativa di raccogliere le storie delle mamme.  Un'altra è Marina. Anche lei ha avuto una doppia esperienza: ha partorito il primo bambino con parto spontaneo all'ospedale volterrano che descrive come un luogo familiare e molto accogliente per lei ed il suo piccolo, mentre per un lievissimo problema di pressione arteriosa è stata dirottata, per il secondo bimbo, verso Pontedera. «Lontano da casa è stato un disagio per me e per la mia famiglia, con un altro bambino piccolo che mi aspettava a casa e soprattutto del fatto che ho praticamente subito il trattamento con ossitocina - racconta - Mentre ero in camera tranquilla fui chiamata improvvisamente tramite l'interfono e quando arrivai in sala travaglio trovai la flebo pronta». E aggiunge: «Credo che avrei potuto partorire anche con parto naturale aspettando qualche ora in più (avevo già contrazioni spontanee) ma quel giorno dovevano partorire 10 donne ed il mio parto forse doveva essere accelerato per motivi di affollamento delle sale parto o per evitare le ore notturne». Scrive con amarezza la sua vicenda. E soprattutto con la voglia di trattenere sul territorio quel servizio che tante gioie ha regalato alle donne col pancione.  Ecco che dalla commissione sanità di Progetto Originario si ribadisce lo stesso concetto: «Riteniamo queste due esperienze significative perché descrivono quello che molte altre mamme riportano nelle loro risposte al questionario: valutazione dei servizi offerti dall'ospedale di Volterra quasi sempre di eccellenza, in particolar modo per la disponibilità e la professionalità degli operatori, mentre per gli ospedali più grandi della zona come Pontedera e Pisa, a fronte di una buona preparazione professionale, spesso si lamenta una carenza nell'accoglienza di mamma e bambino e si riportano esperienze di disagio dovute a sovraffollamento di utenza e "spersonalizzazione" dei servizi alla donna, anche nell'avvicinamento alla pratica dell'allattamento».  Gli organizzatori aspettano altre testimonianze di mamme che risiedono in Valdicecina per arricchire la casistica e fare un ragionamento più completo. F.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web