Il Tirreno

Pontedera

Giannoni: tutti d’accordo per mantenerla a Pomarance dove già c’è. Ma la giunta etrusca la vuole a Saline

«Volterra deve capire cosa fare da grande»

Andreas Quirici
Una seduta del consiglio della Comunità Montana
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Una seduta del consiglio della Comunità Montana

Verso l'Unione dei Comuni, il presidente stufo dei campanilismi sulla sede

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 VOLTERRA. «Volterra deve capire cosa vuol fare da grande». Va giù duro Carlo Giannoni, presidente della Comunità Montana contro la giunta comunale etrusca, rispetto al tema della sede dell'Unione dei Comuni. «Secondo me deve essere a Pomarance e chi entra nel nuovo ente deve sapere che non si sposterà».  No ai campanilismi, in soldoni. Volterra, dalla sua, sta programmando un consiglio comunale aperto per sciogliere la questione legata all'ingresso o meno nell'Unione. Negli ultimi tempi ha posto il problema del trasferimento della sede da Pomarance a Saline, entrando in conflitto con le altre amministrazioni del territorio.  Campanilismi. Termine evocato dallo stesso Giannoni nella sua relazione al consiglio della Cm e votata quasi all'unanimità, con Simone Pruneti, subentrato al dimissionario Marcello Mazzinghi (Pd Castelnuovo) uscito al momento della votazione e l'astensione di Emanuele Terellini. «Il rischio è che anche la popolazione voglia far prevalere il proprio campanile», ha detto Giannoni.  Le deleghe, Regione e bilancio. «C'è bisogno che dalla Regione prendano impegni concreti - ha scritto il presidente - sia per le deleghe sia per la bonifica idraulica. Il bilancio di previsione 2011 è stato condizionato da questa grave situazione di incertezza». Ecco che le previsioni per l'anno in corso, «riguardano la spesa consolidata, legata alle materie delegate dalla Regione che non sono ancora state trasferite ad altro ente».  Dettagli di previsione. Nessuna assunzione, spese correnti ridotte al minimo, zero contributi ad associazioni, sorveglianza del demanio per 70mila euro, prevenzione degli incendi per 154.100 euro finanziati dalla Regione, nessuna accensione di mutui e quelli già esistenti a carico dello Stato, slittamento delle manutenzioni sulle opere idrauliche non realizzate nel 2010, investimenti per 127.433,96 euro per la gestione del patrimonio agricolo-forestale, 17.987,60 per i trasferimenti per le riserve naturali, 200mila euro per l'alienazione del patrimonio regionale, 240mila euro per il legname.

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