Quelle macchine che aiuteranno i nostri anziani
Andrea Lanini
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PONTEDERA. Nonostante a volte sembri facciano di tutto per azzopparla, la nostra ricerca continua a fare scuola. In Europa, e probabilmente non solo, siamo ancora primi della classe. Nella robotica, ma senz'altro non solo, siamo ancora un punto di riferimento. Il progetto "Robot Companions for Citizens" lo dimostra. È una sfida al modo di concepire il rapporto uomo-macchina: i robot che diventano, grazie alla scienza, i nostri migliori alleati nelle piccole, grandi esigenze di tutti i giorni. Lo dice il nome: i robot "amici dei cittadini". Una rivoluzione che Paolo Dario, direttore dell'Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant'Anna, mette in parallelo con quella della conquista della Luna. Per la portata dell'evento in sé, per il tempo che ci volle. Un decennio. «La Nasa ha lavorato a quel successo per circa una decennio. Anche noi vogliamo utilizzare i prossimi dieci anni per raggiungere un risultato dall'impatto simile. E dall'utilità, oserei dire, ancora maggiore». Tra un anno il nostro continente ha un appuntamento col futuro. Una speciale commissione esaminerà sei Fet Flagship (progetti-bandiera riguardanti le Fet, Future and Emerging Technologies). Ciascun progetto-bandiera ha alle spalle un consorzio internazionale, una "squadra" composta da ricercatori appartenenti a scuole e università europee. Una di queste sei squadre è coordinata da Paolo Dario. Si chiama "Ca.robocom": i suoi esponenti si sono ritrovati in "meeting plenario", al Museo Piaggio. Della compagine fanno parte ingegni provenienti da Italia, Germania, Spagna, Svizzera, Francia, Olanda, Regno Unito, Grecia. Nove Paesi che hanno scelto il direttore dell'Istituto di BioRobotica di Pontedera per guidare la spedizione che tra dodici mesi dovrà presentare a quella commissione l'idea vincente. Di sei, ne verranno scelte due. Che saranno finanziate con fondi europei per i prossimi dieci anni, per una somma complessiva di almeno un miliardo di euro (ciascuna). Nel 2012 sapremo se il celebre detto di Armstrong, "Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l'umanità", potrà essere cucito addosso all'idea partorita dalla squadra di Paolo Dario, in attesa di vederne i frutti nel 2021. È "Robot Companions for Citizens" il progetto-pilota su cui il prof. Dario e gli altri ricercatori della "CA-RoboCom" puntano. Con ottimismo: «La gara sarà dura, ma abbiamo buone carte da giocare - Dario, che sul futuro dei robot crede e punta fin dai primi anni Novanta, lo dice col tono di chi sta per calare il carico da undici -. Siamo fiduciosi». Si punta a dar vita a una nuova generazione di macchine robotiche in grado di tenderci la loro mano bionica in mille occasioni. «Un problema che affligge il pianeta è quello dell'invecchiamento della popolazione. L'idea è di realizzare dei robot, potrebbero avere forme umane, ma non è detto - capaci di aiutarci, attraverso caratteristiche innovative, in tutte le incombenze della quotidianità. A camminare e spostarsi, ad esempio. Un'assistenza concreta, reale, affidabile, facilmente utilizzabile». Un piccolo passo per il robot, un grande passo per il suo nuovo amico umano.
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