Il Tirreno

Pontedera

Passeggio sulle foto dei Giovani calpestati

Filippo Bernardeschi
Uno dei protagonisti della mostra
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Uno dei protagonisti della mostra

L'originale mostra di Lec, Bruchi: un appello alle istituzioni e un invito a riflettere

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 VOLTERRA. Giovani calpestati, dalle speranze stracciate. Giovani complessi, incomprensibili, caotici. I giovani e il loro senso di esclusione sono al centro della mostra organizzata da Lec - associazione Libera espressione creativa - che si svolgerà a Volterra, dal 15 al 30 giugno, nel centro espositivo di via Turazza.  Una provocazione e un invito a riflettere. La querelle fra generazioni prende forma nell'arte, grazie a un gruppo di dieci ragazzi, all'opera per coinvolgere studenti dei licei, adolescenti e coetanei. «Da anni sentiamo dire che bisogna dare spazio ai giovani - afferma l'artista e writer volterrano Nico Bruchi - ma pochi si impegnano sul serio perché questo spazio venga ad esistere». Ecco allora servita una «piccola esperienza» per dare una sveglia alle coscienze: giovani calpestati, non solo in senso figurato: per entrare, i visitatori saranno costretti a passeggiare sulle foto di 70 adolescenti. «Non vogliamo spettatori passivi - spiega ancora Bruchi - in via Turazza il passante dovrà attivarsi per capire il messaggio di ogni esposizione». La mostra di Lec ruota attorno a quattro esperienze e rimane avvolta in un alone di mistero: «Tutti spunti di riflessione, che per adesso non spifferiamo, per non rovinare la curiosità». Solo come assaggio, il writer rivela che sarà necessario «avvicinarsi per comprendere che nell'apparente marasma della protesta si nascondo richieste specifiche, sogni e desideri, e che questi potranno essere ascoltati solo con uno sforzo personale: si tratta di interviste, raccolte nel nostro territorio e in altri comuni, che proporremo in una forma non convenzionale».  Una critica ai politici? «Anche, ma non solo - risponde Bruchi - il fatto è che l'attenzione verso le nuove generazioni riguarda tutti, dai genitori agli insegnanti, per arrivare alle istituzioni, che anche a Volterra potrebbero fare di più».  «L'esposizione vuole risvegliare nelle persone il desiderio di impegnarsi - conclude Bruchi - perché i giovani possano riuscire a svilupparsi senza limiti, in maniera creativa e libera, e abbiano la dovuta comprensione nel loro percorso di crescita».

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