Il Tirreno

Pontedera

Outlet, i ritardi costano oltre mezzo milione di euro Parlano gli imprenditori

Francesca Suggi
A sinistra Casprini accanto al sindaco D’Addona durante la presentazione dell’outlet
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A sinistra Casprini accanto al sindaco D’Addona durante la presentazione dell’outlet

Quattrocento posti appesi al filo della Regione, il direttore «Se non arrivano i metri quadri mancanti, il progetto non è più sostenibile»

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 CRESPINA. Oltre mezzo milione di euro "buttati". Tra interessi, ridimensionamento del progetto e ritardi. Nonostante i costi lievitati, il direttore dell'Outlet che verrà, in quel di Lavoria è ancora fiducioso. La cittadella delle griffe si farà, a una condizione però. «Bisogna essere certi entro fine giugno che la Regione reintegri quei metri quadri mancanti rispetto alla prima autorizzazione, così la banca ci darà i finanziamenti e noi a settembre partiamo con il cantiere», spiega Martin Watschinger.  Lui rappresenta la Raiffeisen bank, la banca austriaca socio di maggioranza entrata nel pool degli investitori lo scorso anno.  Altrimenti in fumo la prospettiva di oltre 400 posti di lavoro, l'intenzione di investire sul territorio ben 50 milioni di euro e tutti quei 100 negozi low cost che dovrebbero insediarsi.  «Quelle restrizioni hanno pesantemente minato l'operazione, anche per quanto riguarda l'interesse da parte dei brand che devono insediarsi. L'interesse da parte loro c'è, ma vogliono garanzie sugli spazi», continua.  La partita si gioca, tutta, su 5mila metri quadri che devono arrivare. Che il Comune aspetta da mesi.  «Sotto i 20mila metri quadri un'operazione del genere non sarebbe sostenibile», continua lui che rappresenta tutta la cordata di imprenditori che fa capo alla banca austriaca, in tandem con la Crespina Investimenti che ha ideato il progetto 3 anni fa.  Così, dopo l'accorato appello del sindaco Thomas D'Addona al presidente della Regione Enrico Rossi affinchè la nuove tabelle della grande distribuzione siamo finalmente pubblicate - "Enrico siamo nelle tue mani", disse -, sono gli stessi investitori a farsi sentire.  A confermare l'intenzione a dare gambe al progetto.  «Addirittura affianca la banca un pool di esperti di centri commerciali che già lavorano in Toscana, perchè l'idea è quella di aggiungere all'outlet, in futuro, una sorta di centro».  Per quanto riguarda la commercializzazione e le griffe che si insedieranno: «Si stanno rinnovando i compromessi con i brand, rispetto agli spazi a disposizioni abbiamo già un interesse pari al 60%».  Ventata di ottimismo anche dal presidente della Crespina Investimenti, Francesco Casprini: «Ho fiducia nelle istituzioni, sono sicuro che la Regione e tutti gli organi politici opereranno al meglio per non lascir sfuggire al territorio una simile occasione di posti di lavoro e economia. L'ottenimento dei finanziamenti da parte delle banche per partire è strettamente connesso a quei 5mila metri quadri mancanti rispetto al progetto originale. Siamo comunque ottimisti». Casprini sarà a fianco della banca austriaca. «Siamo fiduciosi e pronti a partire a settembre con i lavori, pensare che di questi tempi avremmo inaugurato il centro secondo il progetto iniziale».

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