Il Tirreno

Pontedera

Incendi, già cinque focolai

Nilo Di Modica
Un volontario impegnato a spegnere un rogo; sopra un focolaio sull’argine dell’Arno all’altezza di San Donato
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Un volontario impegnato a spegnere un rogo; sopra un focolaio sull’argine dell’Arno all’altezza di San Donato

Ponticelli e S. Donato, lungo l'argine dell'Arno c'è la mano dell'uomo

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 S. MARIA A MONTE. Un pessimo preavviso d'estate. Un inizio all'insegna delle fiamme per gli abitanti di Ponticelli e San Donato che in meno di un mese hanno visto divampare già cinque focolai lungo l'argine dell'Arno. Canne, arbusti e sterpaglie bruciate dal sole battente che rappresentano un'ottima occasione per chi è senza scrupolo nell'appiccare il fuoco.  A segnalare gli aventi, quasi in tutti i casi, il corpo delle Giacche Verdi. «E' dall'inizio di Maggio che si verificano questi incendi lungo l'argine - spiega Alfonso Cuoco, dell'associazione di sorveglianza ambientale -. Siamo molto vicini a identificare anche il probabile autore degli incendi. Quella zona, specialmente nel tardo pomeriggio, è frequentata da persone che portano a spasso i cani o che fanno una passeggiata. Ciò non toglie che la situazione sia grave, perché il preavviso d'estate non è dei migliori».  Una paura che i santamariammontesi conoscono bene, vittime tutti gli anni di incendi devastanti in quello che è il più grande polmone verde del comune: il bosco di Cerretti. «Può darsi che i focolai nell'argine siano anche frutto di una bravata, ma non prenderei alla leggera un fenomeno del genere - continua Cuoco -.Lo scorso anno, con l'avvicinarsi della stagione calda, i principi di incendio si sono moltiplicati in tutto il comune e alla fine hanno provocato il disastro di Cerretti, con le fiamme che giunsero a pochi metri dalle case. Dobbiamo farci trovare pronti e soprattutto sensibilizzare la popolazione al fine di poter contare anche sulle segnalazioni dei cittadini, su tutto il territorio comunale». Fondamentale, ovviamente, anche il ruolo della manutenzione. «Da Cerretti a Ponticelli, da San Donato alle colline di Pregiuntino, sono molte le situazioni di scarsa manutenzione - spiega il responsabile della Giacche Verdi - campi incolti, alberi sul ciglio della strada non adeguatamente potati, cataste e cumuli di foglie o canne abbandonate. Siti pericolosi che spesso sono ostaggio dell'incuria non solo dei privati, ma persino da parte del Comune, il quale dovrebbe essere il primo a vigilare e a fare pulizia nei luoghi di sua competenza».

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