Proteste
Minacce di morte sotto casa
Francesca Suggi
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La croce di cemento piazzata sul viale di casa del presidente Una croce di mezzo metro con il suo nome per Bruno Raspi
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VOLTERRA. Una croce di mezzo metro in cemento e il suo nome, "Bruno Raspi", scritto a caratteri cubitali sopra. In nero. La minaccia di morte, neppure troppo velata, spunta sul vialetto di casa del presidente del Circolo culturale Destra Volterrana, poco fuori il centro storico del Colle. «L'ha trovata mia moglie di primo mattino quando è uscita». E' l'insegnante in pensione a raccontare la brutta sorpresa. Un avvertimento, secondo Raspi, da ricollegare all'attività politica che il gruppo formato dall'ex direttivo di An di Volterra sta facendo in città. Non il primo, anche se il più plateale e lugubre. «Non posso accusare nessuno, quel che mi sento di dire è che noi, da più di un anno ormai, stiamo facendo dura opposizione a chi governa questa città, sempre all'insegna della corretta critica politica». Quel crocione con su scritto il suo nome, forse rubato dal cimitero dei "matti" che ormai versa in condizioni di degrado, non lo spaventa. «Chi nella notte ha fatto questo non mi ha impaurito, anzi, mi fa pensare che stiamo facendo bene la nostra attività». E' lui a ripercorrere altri fatti spiacevoli che hanno caratterizzato la sua "vita da presidente" del circolo. Parte da quello più vicino: «Quattro giorni fa il telefono di casa ha squillato più volte intorno alle 4 del mattino. Dall'altra parte hanno sempre riattaccato, ma una famiglia in questo modo si spaventa, perché ho un figlio che lavora nel nord Italia e suoceri anziani». Risale a un anno fa, invece, il nastro adesivo con cui una o più mani maldestre bloccarono la porta del laboratorio di alabastro della moglie di Raspi. «Appiccicate ovunque misero tante foto del sindaco di Volterra che tagliava i nastri durante inaugurazioni varie», completa la descrizione. Motivi apparenti, recenti fatti eclatanti che riportano il nome del Circolo culturale: viene in mente il volantino anti-capogruppo di opposizione di centrodestra Antonella Bassini, con cui il circolo ha tappezzato la città alcune settimane fa. Una provocazione politica in cui Raspi & co. danno della traditrice alla "ex collega" e la paragonano ai 3 politici italiani Scilipoti, Mastella e Follini, noti alle cronache per i voltafaccia alle rispettive coalizioni partitiche. Nelle intenzioni del Circolo c'era la volontà di argomentare l'atteggiamento di Bassini che invece di fare opposizione tiene in vita la maggioranza.
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