Sicurezza
Si salvano esportazioni e turismo
L.F.
Niente ripresa: ancora in sofferenza industria, edilizia e commercio
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PONTEDERA. Esportazioni e turismo. Sono questi gli unici ambiti nei quali il segno "più" arriva forte e chiaro. Nel resto del panorama economico provinciale c'è invece poco da sorridere. E' quanto emerge dall'analisi del 2010 presentata dal presidente della Camera di Commercio, Piefrancesco Pacini, nel suo rapporto periodico, di fronte ad un'ampia platea di esponenti politici, del mondo del lavoro e delle associazioni di categoria. «Lo scorso anno - ha esordito - è stato caratterizzato da una timida ripresa, ma anche da un'economia a doppia velocità». Ad andare meglio sono stati soltanto i settori collegati alla domanda estera. Le esportazioni pisane, dopo un biennio di flessioni, sono tornate in terreno positivo con un +10,3%. «Ma nonostante questo - ha aggiunto - la provincia, a causa della forte incidenza dei settori industriali colpiti dalla crisi, mostra maggiori fragilità rispetto all'Italia e anche alla Toscana». Le esportazioni hanno toccato i 2,5 miliardi di euro, però sono rimaste del 18% al di sotto dei livelli 2008. A firmare il recupero è stato soprattutto il reparto pelli-cuoio, che da solo ha contribuito al +6%. Decisamente inferiori gli apporti di altri settori: +2% la meccanica, +1% l'elettronica, -3% i metalli. L'industria manifatturiera si è limitata ad arrestare il tasso di caduta, segnando un -0,3%: un risultato peggiore di quelli regionale e nazionale. «Un significativo freno - ha detto Pacini - è arrivato da settori rilevanti del nostro sistema produttivo». E' il caso dei mezzi di trasporto e della filiera edile. Invece la meccanica, la chimica e parte del sistema moda hanno mostrato di saper agganciare la ripresa. Anche il mondo della piccola impresa, tradizionalmente più legato alle vicende del mercato interno, non mostra particolari spunti di vivacità. Il fatturato delle imprese artigiane fa segnare il -5,9% e quello delle piccole imprese il -3,3%. Nel distretto di Santa Croce, la filiera del cuoio, trainata dall'export, ha visto crescere il fatturato complessivo (+0,7%) e anche gli addetti (+0,2%). Gli investimenti sarebbero in crescita e questo è un segnale di fiducia. Un meno 3% si ritrova invece a carico delle vendite nominali nel commercio; e una contrazione simile (-3,1%) si registra nelle costruzioni, anche perchè le opere pubbliche risultano depresse dai vincoli del patto di stabilità. Bene al contrario il turismo, con un +5,8% delle presenze ufficiali. E le prospettive? Pacini dice che «lo stato di emergenza continuo non deve distogliere dall'obiettivo di un rinnovato sviluppo». E sottolinea «alcune sfide: l'integrazione tra gli aeroporti di Pisa e Firenze; la riqualificazione delle aree industriali (Ospedaletto e Montacchiello); l'Università ed i poli di innovazione tecnologica; nonchè l'esperienza di sviluppo locale di Volterra».
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