Il Tirreno

Pontedera

Serve più trasparenza

Dito contro gli intrecci d'interessi

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 SAN MINIATO. «A proposito del fotovoltaico c'è qualcosa che non va a San Miniato». È quanto sostiene la confederazione dei Cobas di Pisa che prova a ricostruire le tappe della vicenda.  «Partiamo da due anni fa, dalla campagna elettorale per la elezione a sindaco di Vittorio Gabbanini e da quella festa denominata "Energia ambiente e rifiuti" che ricordava la campagna elettorale di qualche candidato Usa, dove la politica è subordinata al business e alla festa. Stand, spazi pubblicitari, un evento alla Casa culturale di San Miniato pensato più come vetrina per le aziende che per lanciare una proposta politica, per salvaguardare la filiera alimentare corta, la raccolta differenziata, il porta a porta, il riciclo e l'utilizzo di tutte le energie rinnovabili».  «In questi ultimi mesi i cittadini di Roffia si sono mobilitati non contro il fotovoltaico, ma contro una inspiegabile concentrazione degli impianti in questa parte ristretta del territorio - proseguono i Cobas -. La risposta dell'assessore provinciale Picchi non convince, di fatto si arrampica sugli specchi perché prima di localizzare in questa area tutti gli impianti sarebbe stato necessario uno studio sul territorio per suggerire soluzioni alternative».  Perplessità sulla linea di condotta seguita dall'amministrazione comunale e sul ruolo nella vicenda del consigliere provinciale Francesco Giani, in quota Pd. «Giani si sarebbe rivolto alla magistratura dichiarando che non esiste alcuna incompatibilità tra il suo ruolo politico e lo svolgimento della sua professione. Nessuno lo accusa di fatti penalmente rilevanti, ma siamo fortemente convinti che un politico debba allontanare da sé ogni sospetto su eventuali conflitti di interessi, e per questo si debba tenere ben distinta la professione dalla politica, si debbano separare gli interessi privati da quelli collettivi». E proseguono: «Un consigliere dovrebbe astenersi dal voto su materie che riguardano direttamente interessi economici da lui curati per ragioni professionali, un principio etico e morale che è stato sbattuto in faccia al presidente del consiglio Berlusconi in tante occasioni e che vale per tutti, consiglieri del Pd inclusi». E concludono: «Esigiamo trasparenza e al consigliere Giani consigliamo di chiarire meglio la sua posizione rispetto al ruolo pubblico che rappresenta. I suoi interessi privati sono appunto privati e non ci competono, ma altra cosa è l'esercizio delle sue funzioni». G.R.

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