Il dolore
Fotovoltaico, via libera agli impianti
Gianni Rosini
Confronto aperto su otto progetti, ma la Provincia li ha già autorizzati
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SAN MINIATO. Un teatrino politico, una messa in scena dal gusto amaro, oppure una grossa incomprensione tra le parti? Si chiude con questa incognita il primo atto dell'affare fotovoltaico a San Miniato. Una serie di confronti tra le forze politiche e i cittadini di Roffia che, a quanto pare, viaggiavano su binari completamente differenti. Dal 16 maggio scorso anche gli 8 impianti che avevano ricevuto parere positivo dalla conferenza dei servizi sono autorizzati. Lo stato dell'arte si può verificare sul sito internet della Provincia di Pisa. Quello che non convince, però, è il perché si sia discusso di impianti ancora in fase d'approvazione sia durante i due ultimi consigli provinciali del 19 e 26 maggio che nell'incontro che ha preceduto l'ultima seduta, quella del 26, tra l'Associazione per la salvaguardia territoriale di Roffia (Astru), il presidente della Provincia Andrea Pieroni, l'assessore all'Ambiente Valter Picchi e i capigruppo consiliari. I rappresentanti dell'associazione sono sconcertati: «Sono basito - confessa Lapo Cantini - per ciò che è accaduto. Siamo venuti a conoscenza di queste autorizzazioni solo durante l'incontro con una delegazione del Pd di San Miniato e l'assessore comunale all'ambiente, Mariateresa Piampiani. Ci stanno prendendo in giro da più di dieci giorni». Durante l'incontro che ha preceduto l'ultimo consiglio provinciale, il capogruppo Pd, Manolo Panicucci, aveva rivolto una richiesta precisa al presidente Pieroni. «Visto il clima di preoccupazione - dice Panicucci - esternato dal sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, dal comitato dei cittadini e da una parte del consiglio provinciale, ho richiesto al presidente se fosse stato possibile esortare gli uffici tecnici a compiere un nuovo controllo che attestasse l'effettiva mancanza di anomalie nel caso Roffia». Nemmeno al capogruppo, però, è stato comunicato il rilascio delle autorizzazioni datato 16 maggio. A testimonianza del fatto che in quel frangente la comunicazione non è stata delle migliori c'è anche l'interpellanza presentata dal capogruppo dell'Udc, Maurizio Lucchesi, in cui chiedeva il blocco delle autorizzazioni, nonostante anche lui fosse stato presente all'incontro del 26 maggio. La comunicazione è andata in tilt. Le dichiarazioni dell'assessore provinciale all'Ambiente Valter Picchi, infatti, sembrano escludere ogni possibilità di incomprensione. «Credo di esser stato chiaro - sostiene Picchi -. Ho detto che anche se questi impianti avevano già ricevuto l'autorizzazione da dieci giorni, c'era comunque tempo per richiedere agli uffici competenti un'ulteriore verifica, in linea con il principio dell'autotutela».
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