La manifestazione
Condannati per il laghetto irregolare
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Laula del tribunale di Pontedera A processo madre e figlio: proprietaria del terreno e direttore dei lavori L'invaso doveva essere di 600 metri quadri è diventato di circa 6mila
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POMARANCE. Il laghetto artificiale era stato autorizzato ma di dimensioni nettamente inferiori - come è emerso durante le indagini - a quello che poi era stato autorizzato. Così il personale della comunità montana vedendo l'argine così alto vicino alla strada e ad alcune abitazioni effettuò un sopralluogo sulle colline di Pomarance, nella zona delle Macie, lungo la strada comunale che porta il nome della località e va verso il fiume Cecina. A preoccupare era un eventuale cedimento, vista la grandezza del lago artificiale. Il passo succesivo è stata la denuncia in stato di libertà per abuso edilizio, dopo avere informato i tecnici del Comune oltre all'autorità giudiziaria. A processo sono finiti la proprietaria del terreno, Donatella Panicucci, 56 anni, e il figlio Francesco Frosali, 33 anni, progettista e direttore dei lavori. Entrambi, l'altra mattina in tribunale a Pontedera, i due sono stati condannati in primo grado a tre mesi di arresto (pena sospeso) e al pagamento di un'ammenda di diecimila euro. Il giudice monocratico Angelo Perrone ha ordinato anche la demolizione del laghetto, costruito per l'irrigazione, e dichiarato "irregolare" nel settembre del 2007. La verifica aveva permesso di capire che il laghetto per la raccolta delle acque piovane, autorizzato per una superficie di circa 600 metri quadrati, era stato realizzato con una movimentazione di terra su una superficie di circa 6.400 metri quadrati. S. C.
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