Sicurezza
Con la testa al di là delle nuvole alla Nasa c'è un talento volterrano
Filippo Bernardeschi
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Gabriele Bigongiari 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Sullo Shuttle Endeavour c'è un macchinario speciale, un rilevatore di nuove particelle, materia oscura e antimateria, attivo grazie al lavoro di centinaia di scienziati, fra i quali uno volterrano. Gabriele Bigongiari, 39 anni, una laurea in fisica all'università di Pisa e un dottorato con quella di Siena, non ha solo curato il test di collaudo e la messa punto di Ams - questo il nome dello strumento - ma ha anche assistito, come in un film, al lancio della navetta spaziale dalla base di Houston, nel Texas, provando il brivido del celebre countdown. Bigongiari è un esperto nel campo delle particelle. Non è facile districarsi nella giungla dei tecnicismi, ma per chi conosce il mestiere una semplificazione è possibile: «Immaginate - racconta lo scienziato - che il mondo venga attraversato costantemente da radiazioni: sono come messaggi che ci manda l'universo, ma vengono filtrati dall'atmosfera. Il rilevatore partito con lo shuttle ci permetterà di studiarle, diciamo così, nel loro "ambiente naturale". Chissà che non se ne scopra qualcuna nuova». Per Bingongiari il viaggio americano ha rappresentato un'importante occasione di crescita. «Sono potuto recarmi negli States grazie all'Istituto nazionale di fisica nucleare di Pisa, per cui lavoro - prosegue - e devo ammettere che è stata davvero un'esperienza unica». In Italia la ricerca patisce i tagli governativi e i contraccolpi della crisi. «Ma finanziare questo genere di viaggi è assolutamente fondamentale - sostiene Bigongiari - se si vogliono ottenere buoni risultati e aumentare le conoscenze nel campo». Indimenticabile il momento del lancio, vissuto da Huston mentre la navetta si staccava dal suolo della Florida. «Non lo scorderò mai - racconta lo scienziato - mi sembrava di essere in Apollo 13. Le pareti tappezzate di foto d'epoca, i monitor, i colleghi di ogni nazionalità: l'atmosfera era da pionieri, si respirava il clima dell'avventura condivisa, con la gioia di partecipare a qualcosa d'importante». E Volterra? «La mia città natale. Ci vivono i miei genitori, e alcuni amici. Purtroppo gli impegni mi tengono lontano, e non posso andarci così spesso come vorrei. Però resta anch'essa indimenticabile, come il lancio dello shuttle, anche se per motivi diversi».
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