Attenzione
Viticoltori in rivolta contro il metanodotto
Francesca Suggi
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Ruspe al lavoro scavano per installare condotte di metano Ruspe già al lavoro in sette comuni. Da Fauglia è battaglia a colpi di avvocati: «Un danno incalcolabile»
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CRESPINA. Viticoltori sul piede di guerra contro il metanodotto. L'autorizzazione della Provincia del 9 maggio dà il via formale alle ruspe nei comuni di Palaia, Pontedera, Capannoli, Ponsacco, Lari, Crespina e Fauglia. Sollevando non solo polvere e terreno, ma anche un sacco di polemiche. E' soprattutto nel comune faugliese guidato dal sindaco Carli Carli che comincia la battaglia a colpi di avvocati. «Il gasdotto passa nei miei terreni di Valtriano dove ho oltre un ettaro di vigne - spiega Francesco Pampaloni, titolare dell'omonima azienda - sono andato per vie legali per tentare di fermare l'esproprio e, infatti, gli escavatori sono arrivati davanti alla mia tenuta, l'hanno saltata e hanno ripreso a scavare oltre». E' la Snam Rete Gas a portare avanti il progetto presentato nel 2009, che prevede nella provincia pisana una estensione del metanodotto di 24 chilometri. Un tracciato che passa attraverso ben 7 comuni. Il tubo misura 1 metro e venti di diametro per una profondità di circa 2 metri e collega Palaia a Collesalvetti. «Il 15 di giugno ho la prima udienza a Firenze», continua l'imprenditore che ha già subìto un primo danno diretto. «Mi hanno ruspato il vivaio di barbatelle che ho in un terreno in affitto, il proprietario ha acconsentito all'esproprio. Si tratta di un danno che si aggira intorno ai 300mila euro. Se mi distruggessero il vigneto subirei un altro danno di 400mila euro». Pampaloni spiega che la Snam si dice disponibile a ripagare eventuali danni alla fine di tutto il lavoro: «Da qui a due anni chissà che succede». E' la Provincia che si occupa di espropriare i terreni, «tenuto conto del fatto che il progetto, benché non faccia parte della rete energetica nazionale, interesserà una porzione di territorio di estensione sovracomunale». Intanto altri imprenditori crespinesi promettono battaglie legali. E mettono sul tavolo un calcolo approssimativo secondo il quale un ettaro di vigna può valere da 80mila a 200mila euro. Un patrimonio.
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