Il Tirreno

Pontedera

Vigneti rasi al suolo prima dell'ok

Gianni Rosini
Alcuni dei vigneti in fase di dismissione prima ancora dell’ok all’installazione degli impianti fotovoltaici
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Alcuni dei vigneti in fase di dismissione prima ancora dell’ok all’installazione degli impianti fotovoltaici

Nuovi allarmi sulla costruzione degli impianti fotovoltaici a Roffia

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 SAN MINIATO. Va avanti la battaglia sul fotovoltaico.  Nuove forze politiche sono scese in campo a fianco degli abitanti di Roffia. Comune e Provincia sono tra due fuochi: da una parte le pressioni della cittadinanza, dall'altra le possibili richieste danni da parte delle aziende che si potrebbero vedere respingere le richieste di autorizzazione alla costruzione degli impianti.  Intanto, però, le ruspe sono già al lavoro per dismettere anche i vigneti collocati sui terreni che ancora attendono l'autorizzazione per l'installazione da parte della Provincia.  Nelle ultime settimane, il territorio interessato dall'affare fotovoltaico ha subito già importanti cambiamenti: iniziano a "nascere" i primi impianti, vengono spianati i terreni che hanno già ricevuto l'autorizzazione a procedere e, fatto che maggiormente ha sorpreso, vengono dismesse coltivazioni in zone che ancora non hanno ricevuto l'autorizzazione da parte della Provincia per la costruzione degli impianti. La cosa preoccupa gli abitanti di Roffia e desta più di un sospetto anche al consigliere provinciale di Udc, Maurizio Lucchesi: «Sono stato di persona a visitare i terreni interessati dall'affare fotovoltaico - dice - e mi sono trovato davanti uno spettacolo veramente triste. Interi vigneti rasi al suolo dalle ruspe proprio in quei terreni che ancora non hanno ricevuto l'ok dalla Provincia. Devo essere sincero, la cosa ha suscitato in me diverse perplessità».  La dismissione di colture pregiate come i vigneti ha destato perplessità anche tra i componenti dell'Associazione per la salvaguardia territoriale di Roffia (Astru): «Tornando indietro nei mesi - spiegano - ci ricordiamo delle garanzie che l'amministrazione ci fornì riguardo al fatto che gli impianti sarebbero stati costruiti su terreni incolti. Queste promesse, come stiamo vedendo adesso, non solo non sono state accontentate, ma si assiste allo smantellamento di colture pregiate come i vigneti senza che ci sia un reimpianto in altri terreni».  È sempre più difficile, ogni giorno che passa, riuscire ad individuare quale sarà la conclusione dell'affare fotovoltaico, visto che sempre nuovi fattori entrano in gioco invertendo i binari sui quali corre la vicenda. Dopo le parole dell'assessore provinciale all'ambiente, Valter Picchi, sembrava che anche altri 8 impianti in fase di approvazione dovessero inevitabilmente ricevere l'autorizzazione. Il passo indietro c'era stato dopo che numerose fazioni politiche si erano schierate dalla parte della cittadinanza, non solo a livello comunale, ma anche provinciale. Oggi, però, lo smantellamento delle colture proprio nei terreni sui quali la Provincia deve ancora esprimersi sembra far pendere l'ago della bilancia di nuovo in favore della concessione delle autorizzazioni.  Intanto, una delegazione di cittadini è sempre alla ricerca di poter avere un confronto direttamente con il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, e con tutti i capigruppo delle forze politiche rappresentate in consiglio provinciale.

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