La manifestazione
Sono arrivati altri profughi
A Santa Maria a Monte 3 senegalesi dalla Libia
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SANTA MARIA A MONTE. Altri profughi sono arrivati a Santa Maria a Monte. Si tratta di un nucleo familiare composto da tre persone provenienti dalla Libia. Tre uomini di nazionalità senegalese, che si trovavano nel paese nord-africano per motivi di lavoro e che poi sono fuggiti a causa della guerra. Le operazioni di accoglienza sono state seguite dal sindaco David Turini e dall'ufficio Politiche sociali in collaborazione con l'agenzia immobiliare "Mgm" di Ponticelli e col coordinamento dell'Unione Valdera. I tre profughi vanno ad aggiungersi ai due di origine nigeriana già arrivati a Santa Maria a Monte nei giorni scorsi. Vivono in un appartamento, di proprietà privata, già predisposto quando erano previsti 11 arrivi. In realtà poi erano arrivati solo 9 immigrati ed erano stati "dirottati" anche nei comuni di Pontedera e Bientina. «Abbiamo gestito anche questa emergenza nel giro di poche ore col coordinamento del sindaco delegato per l'Unione Corrado Guidi e la cooperativa "Il Ponte" - commenta il sindaco David Turini -. È stato grazie all'efficienza dei nostri uffici comunali e alla collaborazione di Giorgio Novi dell'agenzia "Mgm" e della gentile proprietaria dell'appartamento che siamo riusciti a risolverla. Per noi l'accoglienza e la solidarietà rimangono valori importanti - dice il sindaco - ma devo precisare che per Santa Maria a Monte questi arrivi sono anche gli ultimi. All'inizio di questa emergenza - conclude Turini - avevamo previsto di reperire due appartamenti privati sul nostro territorio e così abbiamo fatto. I due immobili, con questi ultimi arrivi, non possono ospitare altri profughi». L'Unione Valdera, secondo Turini, si è dimostrata ancora una volta pronto a collaborare e a rispondere all'emergenza umanitaria e nazionale che «è supportata da fondi ministeriali». Santa Maria a Monte mette così un punto fermo nella vicenda profughi. I sindaci dell'Unione Valdera si sono impegnati ognuno a fare la propria parte. I Comuni con meno di 5mila abitanti riceveranno un nucleo familiare di profughi, quelli tra 5 e 15mila due nuclei e quelli con più di 15mila ospiteranno tre nuclei. Inizialmente si pensava che gli ultimi tre profughi andassero a Peccioli ma poi non è stato trovato un edificio adeguato. S.C.
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