Finanza
Piaggio, in sciopero 2 addetti su 5
Manolo Morandini
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A lato e sotto due momenti dello sciopero in Piaggio proclamato dai delegati della Rsu Fiom La Rsu Fiom si smarca e proclama l'agitazione contro i ritmi di lavoro
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PONTEDERA. Sale la tensione in Piaggio. Due ore di sciopero con tanto di blocco delle merci e assemblea. Lo ha proclamato la Rsu Fiom contro l'aumento dei ritmi di lavoro e la flessibilità al sabato, a fronte della procedura di mobilità volontaria in corso. Due lavoratori su cinque hanno aderito all'azione decisa dall'ala "dura" dei rappresentanti aderenti a Fiom-Cgil, quelli di Rete 28 aprile. Un 40% di adesione a livello di stabilimento e nel complesso dei tre turni che tuttavia non ha avuto impatto sulle produzioni di motori e veicoli commerciali. Lo sciopero ha comunque riscosso maggior successo di quello dichiarato dalla Rsu Fiom in occasione di sabato scorso, quando l'adesione si è fermata al 13%. Sul tavolo ci sono i temi che da tempo caratterizzano l'azione dei delegati Fiom: «L'incremento della produttività che l'azienda ha caricato tper intero sulle spalle dei lavoratori peggiorandone le condizioni di lavoro, l'esigenza di dare una prospettiva di impiego ai contrattisti a termine di almeno 6 mesi». Il perché dell'ennesimo sciopero lo chiarisce il delegato Fiom Massimo Cappellini: «Vogliamo portare l'azienda ad aprie una trattativa sui tempi di lavoro per fissare regole certe». Tra i punti della rivendicazione anche «il rinvio di un contratto stabile per 250 contrattisti a termine a fronte della richiesta di flessibilità al sabato». Al silenzio della segreteria provinciale Fiom si contrappongono i commenti degli altri segretari di categoria. «È necessario ritrovare un passo unitario anche ascoltando le segreterie provinciali perché non possono essere alcune persone a condizionare l'azione del sindacato in Piaggio», afferma Marcello Casati, segretario Uilm Pisa. E gli fa eco Maurizio Iacoponi per l'Uglm: «Il governo sindacale in fabbrica ha bisogno di una strategia unitaria». «È uno sciopero clamoroso - dice Angelo Mangino, segretario Fim -. Si perdono volumi produttivi, necessari in questo momento alla Piaggio, e risorse economiche alle persone coinvolte. C'è il rischio che si riveli un boomerang e solo per l'irresponsabilità di pochi».
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