La manifestazione
Ladro incastrato dal 17º "alias"
◗
Un controllo dei carabinieri È un bosniaco accusato di avere compiuto con un complice il furto nel bar Italia a Pomarance. I carabinieri indagano anche su altri raid
2 MINUTI DI LETTURA
POMARANCE. Il diciassettesimo nome è stato "fatale" a un bosniaco che da tempo è ricercato in quanto colpito da un provvedimento di espulsione per cui deve lasciare il territorio nazionale. Grazie alle impronte collegate al nome Dragan Karovic, il 36enne, il cui vero nome, come risulta dalla banca dati internazionale, è Miladin Knezevi, è stato denunciato per furto aggravato in concorso con un marocchino di Ponsacco di 29 anni. I due, lo scorso 21 marzo, sono entrati, stando alle accuse dei carabinieri di Pomarance, all'interno del bar Italia. Hanno forzato i videogiochi portando via circa tremila euro in contanti. E non si sono fermati lì. Hanno inoltre trovato la cassaforte che era in una stanza distante dal bar e hanno prelevato, dopo averla forzata e danneggiata, altri ottomila euro. Nel bar, la mattina successiva al raid, erano intervenuti i carabinieri del paese che avevano rilevato alcune impronte che, unite ad alcune testimonianze, hanno permesso ai militari di risalire ai presunti autori dei furti. Ma non è stato semplice - sono stati necessari alcuni mesi di accertamenti - dare un nome allo slavo già fermato più volte in varie parti d'Italia ma che puntualmente ha fornito alle forze dell'ordine nomi diversi. Al diciassettesimo "alias" erano collegate anche le impronte e così i carabinieri lo hanno poi collegato al bosniaco del 1975 residente a Scandicci, anche se di fatto irreperibile, la cui presenza è stata accertata all'interno del bar di Pomarance la notte del furto. Sui due sono in corso indagini anche per altri furti avvenuti in altri bar della provincia e non solo. Furti che avvengono sempre nello stesso modo: i ladri entrano nei bar e nei circoli intenzionati a portare via gli incassi dei videopoker. E quando ci riescono, avendo un po' più di tempo a disposizione, portano via anche altri oggetti di valore che riescono a trovare. Nel caso di Pomarance hanno aperto la cassaforte dove c'erano anche altri soldi degli incassi del bar, situato in una zona abbastanza centrale del paese. S.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
